Ferrari, è già rinascita? Charles Leclerc è sibillino
Charles Leclerc grande protagonista nel ritorno in pista della Ferrari in Bahrain, grazie al terzo posto con cui ha concluso il primo giorno della seconda tornata di test sul circuito di Sakhir. A Maranello restano ottimi i segnali restituiti dalla SF-26, accolta da forti dubbi ancor prima del suo esordio. E dopo il grande entusiasmo del compagno Lewis Hamilton, anche il pilota monegasco ha voluto dire la sua sulle impressioni che ha raccolto al volante. Con una grande parola chiave nelle sue dichiarazioni di fine giornata: cautela.
“Abbiamo completato senza nessun problema il programma che ci eravamo prefissati per la mattinata. Al momento mi risulta molto complicato dare un’interpretazione alle nostre prestazioni, ma non è questo ciò su cui in Ferrari abbiamo concentrato la nostra attenzione. L’aspetto veramente positivo è che abbiamo percorso davvero molti giri. Anche nei prossimi giorni continueremo a spingere in questa direzione, che è quella giusta”, ha voluto dichiarare Leclerc alla conclusione della sua giornata di lavoro.
Leclerc ha fatto registrare il terzo tempo più veloce di giornata, fissando i cronometri su un promettente 1:33.739. Da considerare ci sono però diversi aspetti: non solo i 280 millesimi di distacco da George Russell, autore del miglior giro in Bahrain, ma il fatto che il monegasco ha girato al mattino e il rivale della Mercedes al pomeriggio. Quest’ultimo ha quindi potuto sfruttare una pista più rodata per le gomme, e anche migliori condizioni meteo per quanto riguarda la temperatura. Ancora più importanti sono però i 70 giri completati dalla Ferrari numero 16, con importanti risposte quindi sull’affidabilità e il passo gara.
Non a caso anche Hamilton si era detto molto soddisfatto delle risposte della sua Ferrari. “Personalmente non mi sentivo così bene da tantissimo tempo – ha ammesso l’inglese -, anche grazie a una riorganizzazione all’interno del mio team di lavoro. E poi c’è la macchina: siamo partiti abbastanza bene. È un periodo entusiasmante anche per questa nuova generazione di vetture, perché è tutto completamente nuovo e stiamo cercando di capire strada facendo”.
“L’anno scorso correvo con una macchina che avevo semplicemente ereditato. Questa Ferrari invece è una vettura allo sviluppo della quale ho partecipato al simulatore negli ultimi otto-dieci mesi. C’è quindi un po’ del mio DNA dentro, e mi sento decisamente più legato a questa”, ha spiegato ancora Hamilton.
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