Crans Montana, si è svegliata dal coma la 15enne Elsa Rubino: ha riconosciuto i genitori

Gen 23, 2026 - 17:00
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Crans Montana, si è svegliata dal coma la 15enne Elsa Rubino: ha riconosciuto i genitori

Si è svegliata dal coma Elsa Rubino, la ragazza 15enne di Biella rimasta ferita nell’incendio del Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera, il locale andato in fiamme la notte di Capodanno. 40 morti, la maggior parte delle vittime erano giovani. “È stata una giornata positiva perché Elsa ci ha riconosciuto”, ha detto il padre all’ANSA. La ragazza ha subito due operazioni e una terza che è stata rinviata e che dovrebbe affrontare nei prossimi giorni. Prognosi ancora riservata, resta ricoverata in terapia intensiva.

Elsa ha il 60% del corpo ustionato, ha ustioni di secondo e terzo grado. Le altre volte che si era svegliata aveva pianto, questa volta ha riconosciuto i genitori. Le sue condizioni restano critiche: l’equipe medica ha cominciato una delicata operazione per la ricostruzione dell’intestino gravemente danneggiato dal calore e colpito da una successiva infezione batterica. Alcuni dei ragazzi feriti ricoverati al Niguarda di Milano dovrebbero uscire in poco tempo. Sono dieci, la maggior parte tra i 15 e i 16 anni, quattro sono in Terapia Intensiva e sei al Centro Ustioni. Due dimissioni sono previste in mattinata. Secondo l’assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, dovranno affrontare un percorso di riabilitazione ma tra un paio di settimane potrebbero già tornare a scuola.

“Era la mia prima volta in Svizzera. Avevamo organizzato una bellissima cena in appartamento e avevamo raggiunto la piazza per il conto alla rovescia. Eravamo felici, con la spensieratezza che si ha a questa età. È stato un caso trovarsi li, volevamo solo far durare la festa ancora un po’ e avevamo optato per Le Constellation. Non avrei mai immaginato che quella serata avrebbe stravolto le nostre vite in un istante”, ha raccontato Eleonora, una delle sopravvissute in una lettera inviata al Tg1.”Una volta varcata la soglia tutto è precipitato. Sono stata spinta dalla folla e divisa da Filippo. Sapere lui al sicuro è stato il mio unico sollievo. Poi il fumo, e il calore che saliva, quella lingua di fuoco che arrivava dalle scale”.

“Per la prima volta nella vita – si continuava a leggere nella lettera – io che cerco sempre una soluzione, ho pensato di non farcela. Ero in trappola, l’aria era tossica. Ma nel buio qualcosa dentro di me ha lottato più forte della paura. Non ho ricordi chiari di come sono uscita ma il mio istinto di sopravvivenza mi ha guidato fuori da quell’inferno. Adesso ci sono giorni fatti di sollievo e altri in cui prevalgono il bisogno di silenzio. So che la strada è lunga”.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia