Assicurazione obbligatoria anche per le moto ferme, l'Italia prova - di nuovo - ad allinearsi all’Europa
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Il Consiglio dei Ministri ha approvato in questi giorni un decreto legislativo in recepimento della direttiva UE 2021/2118.
Il provvedimento dovrà ora affrontare l’esame in Parlamento. Il testo contiene nuove norme circa l’assicurazione obbligatoria dei veicoli, comprese le moto ferme o inutilizzate. L’Italia si appresta così ad allinearsi alle regole europee.
La legislazione precedente
In realtà esisteva già una norma che aveva fatto proprie le indicazioni delle direttive Europee, che sarebbe dovuta entrare in vigore a inizio 2024 e che poi, in virtù di un emendamento al Decreto Milleproroghe aveva posticipato l’obbligo al 30 giugno 2024. Una legge definita da più parti e da esperti del settore, poco chiara e di difficile applicazione, che di fatto non aveva portato nessun reale cambiamento.
Una norma mai applicata
La legge europea, tra gli altri passaggi e prescrizioni, rende obbligatorio stipulare una polizza RC anche per i veicoli fermi in aree private, compresi quelli inutilizzati nei box. Polemiche, incertezza, impreparazione da parte delle compagnie assicurative e dei cittadini, avevano richiesto più tempo. La mancanza di direttive chiare su come effettivamente applicare la nuova legge e la non previsione di controlli, hanno fatto sì che, come nel nostro Paese accade non così di rado, questa sia rimasta solamente ‘su carta’.
RC obbligatoria anche per le moto ferme
Il recepimento della direttiva UE 2021/2118 ha l’obiettivo di coprire il cosiddetto “rischio statico”, cioè i possibili danni causati a terzi anche quando il veicolo non è in movimento, urtato da fermo, caduto da un cavalletto, scivolato da una posizione di parcheggio.
Le uniche eccezioni previste riguardano i veicoli ritirati dalla circolazione, come quelli demoliti o radiati, oppure quelli che non possono essere utilizzati perché privati di componenti essenziali, quali ad esempio il motore o le ruote o, ancora, quelli impiegati come elementi decorativi, magari in un bar in stile garage come quelli tanto in voga.
Sanzioni
Le sanzioni previste per i trasgressori, per la norma precedentemente in vigore, contemplavano multe che possono variare da 866 a 3.464 euro, oltre alla perdita di punti patente e il sequestro del veicolo. Erano cioè in linea con quelle attuali del Codice della Strada, per veicoli sprovvisti di assicurazione.
Al via l’iter per il nuovo decreto
Il nuovo decreto, di cui è stato appena avviato l’iter istituzionale, intende fare totale chiarezza sul tema. In particolare nel testo viene meglio spiegata la deroga all’obbligo di assicurazione, che riguarda esclusivamente i veicoli non idonei all’uso in maniera stabile perché mancanti di parti essenziali.
Secondo il report illustrativo presentato a corredo della norma, potranno non essere assicurati solo i mezzi ridotti a rottame o senza motore. Non rientrano invece nella possibile esenzione dall’obbligo le moto o le auto sprovviste di componenti che possono essere facilmente reperibili e reinstallabili, come ad esempio ruote o batterie. L’obbligo assicurativo resta dunque in vigore il mezzo viene ritenuto “potenzialmente utilizzabile”.
Seguendo la direttiva europea in vigore dal 2024 nello specifico, infatti, tutti i mezzi, anche quelli inutilizzati, devono essere obbligatoriamente assicurati. La differenza con la precedente consuetudine e normativa, indicava l’obbligo solamente per i veicoli circolanti. Al di là dell’utilizzo che viene fatto del veicolo, questo deve essere coperto da polizza RC. Solo i veicoli completamente inutilizzabili e difficilmente riparabili, vale a dire strutturalmente inutilizzabili sono da considerarsi esenti.
Una novità che potrebbe rivelarsi a favore del consumatore prevede la possibilità di stipulare assicurazioni obbligatorie di durata inferiore ad un anno per i veicoli che vengono usati stagionalmente. Un cambiamento rispetto a quanto accade oggi, dove la durata minima della polizza è di un anno o un anno più frazione, anche se è consentito “bloccare” la copertura e “recuperare” i mesi non sfruttati.
Cosa cambia per le gare motoristiche
Il testo della norma contiene cambiamenti anche dedicati alle coperture assicurative per gare e competizioni motoristiche. Gli organizzatori potranno stipulare, in alternativa alla tradizionale RC, una polizza di responsabilità civile generale. Questa novità potrebbe avere un impatto positivo e gestionale sulla gestione assicurativa degli eventi sia a maggiore tutela del pubblico che dei piloti stessi.
Cosa cambia per le moto e le auto d’epoca
Le novità non finiscono qui. Cambiamenti in vista per la gestione di moto e auto d’epoca. Il decreto contiene modalità differenti rispetto alla classica RC. Introdotto nel testo una innovativa distinzione tra rischio statico, legato allo stazionamento del veicolo, e rischio di movimento, legato cioè alla circolazione su strada. Questa nuova normazione renderà possibile assicurare anche i veicoli che non possono essere messi in moto, come ad esempio quelli presenti nei musei e nelle collezioni espositive. Resta un punto interrogativo per comprendere se tale possibilità sarà estesa anche ai mezzi inutilizzati nei box.
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