Ddl stupri, Bongiorno cambia il testo: sparisce la parola “consenso”. Le opposizioni: “Rotto un patto. Gravissimo”

Gen 23, 2026 - 18:30
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Ddl stupri, Bongiorno cambia il testo: sparisce la parola “consenso”. Le opposizioni: “Rotto un patto. Gravissimo”

La senatrice Giulia Bongiorno, relatrice del ddl sulla violenza sessuale, ha presentato una proposta di riformulazione del testo che è ora all’esame della commissione Giustizia e che verrà votata la prossima settimana. Nelle modifiche è scomparsa la parola “consenso” dal testo e vengono differenziate le pene per gli atti sessuali compiuti “contro la volontà” della vittima e quelli in cui c’è anche violenza, minaccia o abuso di autorità: scendono a 4-10 anni di reclusione nel primo caso, restano nel range dei 6-12 anni nel secondo. Sono queste le principali modifiche al ddl proposte dalla relatrice e presidente della commissione giustizia Giulia Bongiorno (Lega), che ha rivendicato: “La norma garantisce il massimo della tutela delle vittime in tutte le possibili situazioni, senza tuttavia pregiudicare le dinamiche probatorie tipiche del processo penale e il diritto di difesa dell’imputato”.

“Un arretramento gravissimo”

Protestano le opposizioni, che hanno parlato di un “arretramento gravissimo” rispetto alla proposta approvata all’unanimità dalla Camera e puntano il dito contro “la rottura di un patto politico” e la cancellazione di un “impegno assunto direttamente da Meloni”. Il riferimento è all’accordo raggiunto dalla premier e dalla segretaria del Pd Elly Schlein che ha dato origine all’iniziativa legislativa bipartisan contro la violenza di genere. Se nel testo approvato a Montecitorio si parlava della necessità di un “consenso libero e attuale” per un rapporto sessuale (senza il quale scattava il reato di violenza), in quello riformulato la terminologia cambia. Il focus in questo caso è sulla “volontà contraria all’atto sessuale” che “deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso”.

violenza su donne
Ddl stupri, Bongiorno cambia il testo: sparisce la parola “consenso”. Le opposizioni: “Rotto un patto. Gravissimo” (Fonte Ansa) – Blitz Quotidiano

Il reato, in ogni caso, si configura anche quando l’atto è commesso “a sorpresa, ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso”. Bongiorno ha difeso con convinzione la sua scelta: “Il testo arrivato dalla Camera rischiava di parificare tutte le situazioni e, gravando l’imputato di oneri di documentazione del preventivo e dettagliato consenso della vittima, qualcuno pensava introducesse una inversione dell’onere della prova”. L’augurio della senatrice è quello di trovare “il consenso di tutte le forze politiche per approvare un altro importante tassello normativo nella lotta contro la violenza di genere e il femminicidio.

Ma il centrosinistra ha contestato la rielaborazione del testo e ha attaccato: “Un’offesa alle donne, alle vittime e un’offesa anche alla presidente del Consiglio. Un comportamento spregiudicato che fa emergere tutte le contraddizioni interne alla maggioranza e le pressioni della Lega che non ha mai creduto alla proposta”. Elisabetta Lancellotta, capogruppo dei FdI nella bicamerale Femminicidi, ha difeso Bongiorno, avvertendo: “Abbandonare il merito per inseguire sterili polemiche non aiuta le donne e non rafforza la giustizia”.

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