Maxi concorso RIPAM 2026: tutto quello che serve sapere in vista della scadenza

Gen 23, 2026 - 02:30
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Maxi concorso RIPAM 2026: tutto quello che serve sapere in vista della scadenza

lentepubblica.it

Il maxi concorso pubblico nazionale RIPAM, articolato su base territoriale, prevede l’assunzione di 1.340 unità di personale non dirigenziale con contratto a tempo pieno e indeterminato, da destinare a numerose amministrazioni centrali dello Stato. Occorre affrettarsi: la scadenza è vicina.


L’iniziativa, gestita dalla Commissione interministeriale RIPAM con il supporto operativo di Formez PA, rappresenta uno dei più rilevanti interventi di rafforzamento degli organici pubblici degli ultimi anni, sia per numero di posti disponibili sia per l’ampiezza dei profili professionali coinvolti.

I numeri del concorso e le aree professionali coinvolte

Il bando prevede una suddivisione articolata dei posti, pensata per rispondere alle esigenze specifiche delle diverse amministrazioni. Nel dettaglio, 2 posizioni sono riservate all’Area delle elevate professionalità, mentre 1.338 posti rientrano nell’Area dei funzionari.

La ripartizione interessa ambiti strategici e competenze altamente diversificate. La quota più consistente riguarda i funzionari amministrativi, con 697 assunzioni distribuite su più territori e amministrazioni. Seguono i funzionari informatici, pari a 271 unità, a conferma dell’attenzione crescente verso la digitalizzazione dei servizi pubblici.

Non meno rilevante è il contingente dei funzionari economici (219 posti), chiamati a operare nei settori della programmazione finanziaria, della gestione economica e del controllo. Completano il quadro i funzionari della comunicazione (36), i funzionari statistici (33), gli assistenti sociali (8) e una serie di profili specialistici a numero più contenuto, tra cui chimici, bibliotecari, archivisti di Stato e figure tecnico-informatiche destinate al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Focus sulle amministrazioni destinatarie

Il concorso coinvolge una pluralità di enti pubblici, tra cui ministeri, agenzie e strutture centrali dello Stato. Particolarmente significativa è la partecipazione del MAECI, che assorbirà diverse figure con competenze economiche, statistiche, informatiche e archivistiche, destinate anche a contesti internazionali.

Anche l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) è interessata, con due posizioni di elevata professionalità nel settore tecnico-informatico, a testimonianza del ruolo centrale dell’innovazione tecnologica nelle politiche pubbliche.

Requisiti di accesso e titoli di studio

L’accesso alla procedura è riservato a candidati in possesso di titoli di studio universitari, coerenti con i profili messi a concorso. Le lauree richieste variano in base al codice concorsuale, includendo, tra le altre, Archivistica e biblioteconomia, Relazioni internazionali, Scienze storiche e numerose classi affini, purché riconosciute secondo la normativa vigente.

È prevista l’ammissione anche per chi ha conseguito il titolo all’estero, a condizione che sia stata avviata o ottenuta la procedura di equipollenza o equivalenza presso le autorità competenti. In questi casi, la partecipazione avviene con riserva fino alla conclusione dell’iter amministrativo.

Per alcuni incarichi particolarmente delicati – come quelli presso il Ministero degli Esteri, il Ministero dell’Interno o la Presidenza del Consiglio – è richiesto il possesso della cittadinanza italiana e di una condotta incensurabile, secondo quanto previsto dalla legge.

Come si svolge la selezione: prove e valutazioni

La procedura concorsuale è strutturata in modo differenziato a seconda del profilo. Per la maggior parte dei codici è prevista una prova scritta, svolta esclusivamente con strumenti informatici e piattaforme digitali, anche in sedi decentrate. L’obiettivo dichiarato è garantire trasparenza, uniformità e pari condizioni per tutti i partecipanti.

Solo per alcune figure specifiche, in particolare quelle destinate al MAECI, è prevista anche una prova orale, che potrà includere l’accertamento delle competenze linguistiche. Per il profilo AgID, invece, il percorso selettivo risulta più articolato e può comprendere una preselezione, seguita da prova scritta, colloquio orale e valutazione dei titoli.

La valutazione dei titoli avviene solo per i candidati risultati idonei alle prove e si basa esclusivamente sulle dichiarazioni rese in fase di candidatura.

Presentazione della domanda: scadenze e modalità

Le candidature possono essere presentate dal 30 dicembre 2025 alle ore 18:00 fino al 27 gennaio 2026 alle ore 18:00. La domanda deve essere inoltrata esclusivamente online, attraverso il Portale inPA, previa autenticazione tramite SPID, CIE, CNS o eIDAS.

Ogni candidato può concorrere per un solo profilo, fatta eccezione per il codice AgID, che può essere cumulato con un’altra scelta. È richiesto il pagamento di una quota di partecipazione pari a 10 euro per ciascun codice concorsuale selezionato, non rimborsabile.

Elemento centrale della procedura è la compilazione del curriculum vitae, che assume valore di autocertificazione. Tutte le informazioni dichiarate sono soggette a verifica e l’assenza di requisiti comporta l’esclusione.

Inclusione, pari opportunità e tutele

Il bando dedica ampio spazio alle misure di inclusione, prevedendo strumenti compensativi e tempi aggiuntivi per i candidati con disabilità o con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA). Sono inoltre garantite condizioni adeguate per le candidate in gravidanza o in allattamento, senza che tali situazioni possano costituire motivo di penalizzazione.

Le prove orali, quando previste, si svolgono in modalità pubblica oppure, se necessario, tramite videoconferenza, nel pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.

Un’occasione strategica per il futuro del lavoro pubblico

Questo concorso rappresenta molto più di una semplice selezione: è un tassello fondamentale nel processo di rinnovamento della macchina amministrativa, volto ad attrarre competenze qualificate e a rafforzare l’efficienza dei servizi offerti ai cittadini.

Per migliaia di laureati e professionisti, si tratta di un’occasione concreta per costruire una carriera stabile nel settore pubblico, contribuendo in modo diretto allo sviluppo e alla modernizzazione dello Stato. Un appuntamento da non perdere, soprattutto per chi guarda alla Pubblica Amministrazione come a un ambito dinamico, in evoluzione e sempre più orientato all’innovazione.

Maxi concorso RIPAM 2026: il bando

Qui il documento completo in formato PDF.

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