Crisi in Medio Oriente, la Commissione UE riporta a casa altri 303 cittadini europei
Bruxelles – Con altri due voli decollati oggi (12 marzo) dall’Oman e dall’Arabia Saudita e atterrati a Varsavia (Polonia), la Commissione Europea ha riportato a casa 303 cittadini europei rimasti bloccati in Medio Oriente a seguito della recente escalation militare. Lo ha annunciato questo pomeriggio Hadja Lahbib, commissaria per la Parità, la Preparazione e la Gestione delle Crisi, sottolineando come il Centro UE di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC) sia “in piena azione per permettere all’Unione di intervenire quando le sfide sono troppo grandi perchè i singoli paesi possano affrontarle da soli”.
I due aerei sono stati organizzati e pagati dall’esecutivo di Bruxelles nel quadro del sistema rescEU, una versione ‘potenziata’ del Meccanismo di Protezione Civile dell’UE (UPCM) che permette alla Commissione di mettere direttamente a disposizione i propri mezzi di trasporto e coprire il 100 per cento dei costi del viaggio. Analogamente a quanto fatto dal governo romeno lunedì 9 marzo, in questa occasione a richiedere l’attivazione di rescEU è stata la Polonia, Paese dal quale provenivano 227 passeggeri dei due voli.
Allo scoppio della nuova crisi mediorientale, erano centinaia di migliaia i cittadini europei rimasti bloccati nella regione (prevalentemente francesi, tedeschi e italiani) e – come ha sottolineato Lahbib – “grazie ai oltre 70 voli di rimpatrio UE, più di 8 mila persone sono già tornate a casa sane e salve“. Nei prossimi giorni, sono previste ulteriori partenze per far fronte alle richieste di assistenza pervenute a Bruxelles da parte di 23 Stati membri.
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