“Famiglia nel bosco”, per la giudice Angrisano aumentata la vigilanza dopo le minacce: governo all’assalto del tribunale
È un clima irrespirabile quello all’interno del Tribunale dei minori de L’Aquila. È qui che lavora Cecilia Angrisano, la presidente del Tribunale che da mesi, ma con un aumento deciso negli ultimi giorni, è sotto attacco con minacce via social.
Al centro c’è la questione della “famiglia nel bosco”, ovvero i tre bambini di Palmoli (Chieti) allontanati dai loro genitori Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. Per Angrisano il ministero dell’Interno ha deciso di innalzare la vigilanza, che aveva già una protezione per via del ruolo: si tratta di un provvedimento che di fatto precede l’assegnazione di una scorta.
La presidente del Tribunale era finita nell’occhio del ciclone, dello stesso governo che ora tramite il Viminale sceglie di innalzare la vigilanza, per aver ordinato la sospensione della responsabilità genitoriale nei confronti di Nathan e Catherine e il conseguente allontanamento dei tre figli (due gemelli di 7 anni e una bambina di 8 anni) da una casa famiglia di Vasto, separandoli della madre.
Lunedì la stessa Angrisano, assieme al procuratore David Mancini, aveva affidato a una nota la replica alle polemiche sull’ordinanza di allontanamento di Catherine Birmingham dalla struttura protetta. “Ogni iniziativa giudiziaria” di competenza dei giudici minorili “è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età”, le loro parole. Nello stesso comunicato i magistrati evidenziavano anche i “toni aggressivi e non continenti” dei commenti degli ultimi giorni.
Sullo sfondo, oltre al clamore mediatico, c’è anche l’offensiva del governo con la decisione del ministero della Giustizia, guidato dal Guardasigilli Carlo Nordio, di avviare l’iter per inviare ispettori per approfondire le decisioni prese in merito alla vicenda della famiglia. Una scelta di fatto anticipata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che domenica intervista su Rete4 aveva denunciato “letture ideologiche” da parte della magistratura sul caso dei bambini di Palmoli, mentre intanto il suo vicepremier Matteo Salvini annunciava la volontà di recarsi in Abruzzo per incontrare la famiglia.
Ma secondo quanto riferisce Repubblica, anche all’interno della stessa famiglia anglo-australiana c’è grande freddezza tra i due coniugi a seguito degli ultimi sviluppi del caso. L’ordinanza del Tribunale per i minori, come raccontato nei giorni scorsi da Corriere della Sera e Repubblica, ha riacceso le discussioni tra i coniugi, con divergenze sul modo di affrontare la vicenda. “Perché tutti ce l’hanno con te e con me no? Basta, adesso o fai come dico io o mi riprendo da solo i nostri figli”, avrebbe detto Nathan alla moglie secondo quanto racconta il quotidiano.
L’ordinanza del Tribunale tratta i due genitori diversamente: se Nathan Trevallion viene definito adeguato, è la madre Catherine è finire nel mirino dei giudici. Non a caso l’uomo può recarsi quotidianamente nella struttura protetta di Vasto per visitare i tre figli: i giudici sarebbero disposti ad aprire un percorso di affidamento esclusivo a Nathan Trevallion dei figli, a condizione che Catherine accetti le leggi, le vaccinazioni e il percorso scolastico per i figli.
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