Femminicidio di Federica Torzullo, il marito confessa ma restano i punti oscuri: “Un complice o dubbi sui tempi”

Gen 23, 2026 - 17:00
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Femminicidio di Federica Torzullo, il marito confessa ma restano i punti oscuri: “Un complice o dubbi sui tempi”

Le ammissioni di Claudio Carlomagno, l’imprenditore di Anguillara che mercoledì di fronte al Gip di Civitavecchia ha confessato il delitto della moglie Federica Torzullo, il cui cadavere è stato ritrovato domenica scorsa in una buca scavata all’interno dell’azienda del marito, non ferma le indagini.

Carlomagno, accusato di femminicidio e occultamento di cadavere, potrebbe infatti coprire qualcuno e in ogni caso la ricostruzione della dinamica fornita dall’uomo al momento “non convince” gli inquirenti.

Lo ha spiegato il procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori, secondo cui c’è stata “premeditazione o la complicità di qualcuno” nell’omicidio di Federica Torzullo, ammazzata con 23 coltellate e poi rinvenuta dopo giorni di ricerche da parte dei carabinieri del nucleo investigativo di Ostia in una buca scavata nel canneto alle spalle dell’azienda di movimento terra del marito Carlomagno.

La confessione del marito

Al Gip Carlomagno avrebbe riferito di aver ucciso la moglie “perché non volevo perdere l’affidamento di mio figlio”, dato che la coppia era in fase di separazione. Omicidio che sarebbe avvenuto “la mattina del 9 gennaio”.

Il suo legale, l’avvocato Andrea Miroli, ha spiegato al termine dell’interrogatorio che la separazione della coppia “tardava ad essere introdotta, e quindi il fatto che la separazione potesse essere formalizzata solo da Federica, con il rischio che il bambino fosse a lei assegnato in via esclusiva, nella sostanza ha fatto insorgere al signor Carlomagno quello che ha commesso, il fatto che ha compiuto, la tragedia alla sua genesi”. Quanto a eventuali trascorsi di violenze, Torzullo e il marito “non hanno mai litigato, se per litigio vi riferite a botte o maltrattamenti. Certamente, in una coppia che è in crisi, i litigi verbali ci sono”.

I dubbi della procura

In questo quadro per la procura di Civitavecchia però ci sono ancora dubbi e nodi da sciogliere. Il procuratore Liguori ha parlato in una conferenza stampa di “zone d’ombra” in particolare sulle tempistiche del delitto.

“Carlomagno definisce tutto fra le 6.30 e 7.15 del mattino del 9 gennaio”, in cui l’uomo, in circa 45 minuti, avrebbe “incontrato Federica, discusso con lei, l’avrebbe soppressa, trasportata dal primo piano al piano terra e poi caricare il corpo nell’auto, sarebbe risalito su, cercando di ripulire il copioso sangue che abbiamo ritrovato, cambiandosi per andare a lavoro”, per poi “spostarsi con il cadavere alle 7.35” per portarla nel terreno alle spalle dell’azienda e seppellire il corpo.

Secondo Liguori sul femminicidio “ci sono due chiavi di lettura: o c’è qualcun altro“, ovvero Carlomagno ha avuto almeno un complice, “o ha preparato e realizzato tutto in 40 minuti“.

C’è poi la questione del luogo del delitto. La lite sarebbe avvenuta in bagno, dopo la colazione: “Federica lo accusa di tergiversare sul rapporto, dicendo che è un anno che vivevano da separati in casa” e che la donna avrebbe detto che, “in qualità di madre, avrebbe avuto l’affidamento esclusivo del figlio”, spiega Liguori. Dunque l’aggressione “è avvenuta esclusivamente in bagno” anche se, aggiunge il procuratore, “i tecnici del Ris non hanno trovato tracce così copiose come avrebbe dovuto lasciare lo zampillare del sangue”.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia