Fusione nucleare: negli USA un impianto da 10 MW per mettere alla prova i materiali
Calore e fusione nucleare, il promo è un problema ma la seconda è l'obiettivo del secolo. Eppure sono legati a doppio filo e la riuscita di questa reazione a fini energetici passa per lo sviluppo di materiali in grado di gestire le temperature altissimi che vengono raggiunte. Ancora una volta negli Stati Uniti è partito un progetto chiave nello sviluppo della fusione nucleare, che vuole concentrarsi su un aspetto, ossia i materiali. L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento dell’Energia statunitense, il laboratorio nazionale Oak Ridge National Laboratory, l’azienda privata Type One Energy e l’University of Tennessee, Knoxville.
Presso il Bull Run Energy Complex, sempre in Tennessee, sono iniziati i lavori preparatori per una nuova struttura dedicata ai test ad altissimo flusso di calore, pensata proprio per riprodurre alcune delle condizioni più estreme presenti all’interno di un futuro reattore a fusione. Il sito, gestito dalla Tennessee Valley Authority, ospiterà una delle infrastrutture di prova più potenti mai realizzate negli Stati Uniti in questo settore. Qui si metteranno alla prova i materiali che dovranno resistere per anni all’impatto diretto del plasma.
L’impianto sarà la capacità di generare un flusso di calore continuo superiore a 10 megawatt per metro quadrato su componenti di dimensioni ridotte. Stiamo parlando di livelli paragonabili a quelli che si trovano all’interno di un motore a razzo, una condizione che permette di osservare come si comportano le cosiddette plasma-facing components, ovvero le superfici più esposte di un reattore. Grazie a test di questo tipo saremo presto in grado di capire quando un materiale si degrada, come si raffredda e quali soluzioni di progettazione risultano più efficaci.
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