Gemini userà le app al posto vostro: l'automazione su Android si fa concreta

Febbraio 5, 2026 - 09:00
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Gemini userà le app al posto vostro: l'automazione su Android si fa concreta

Gemini arriverà a controllare in modo diretto lo schermo di Android, prima o poi. Anzi, più prima che poi: sono emersi infatti nuovi indizi che mostrano come questa funzione stia prendendo forma concreta, lasciando intuire un lavoro piuttosto articolato dietro le quinte.

Il quadro che si delinea racconta una funzione capace di svolgere compiti quotidiani in alcune app compatibili, ma accompagnata da avvisi piuttosto chiari su responsabilità e privacy.

Nel codice della versione beta 17.4 dell'app Google compaiono stringhe dedicate a una funzione chiamata "Get tasks done with Gemini", indicata internamente con il nome in codice bonobo. Questa modalità si appoggia alla cosiddetta automazione dello schermo, una capacità che Android introduce con la distribuzione 16 QPR3.

Il principio è semplice: Gemini gestisce alcune operazioni nelle app supportate, come effettuare ordini o prenotare corse. La funzione appare come parte delle Labs, quindi in uno stadio sperimentale, e richiede un'interazione continua per evitare fraintendimenti.

Google specifica che Gemini può commettere errori e chiarisce che l'utente conserva la piena responsabilità di ciò che l'agente compie. In qualsiasi momento si può interrompere la procedura e riprendere il controllo manuale, evitando che l'automazione prosegua in modo indesiderato.

Gli avvisi più espliciti riguardano la gestione dei dati sensibili. Quando Gemini interagisce con un'app, alcune schermate vengono analizzate da revisori se l'opzione Keep Activity risulta attiva. Google invita a non inserire dati di accesso o informazioni di pagamento nelle chat con Gemini e sconsiglia di sfruttare l'automazione per situazioni delicate o urgenti.

Sempre nella stessa beta compaiono riferimenti a un'altra funzione, chiamata internamente wasabi, legata alla gestione della Likeness, cioè la rappresentazione tridimensionale utilizzata già su Google Meet negli ambienti Android XR. Le stringhe rivelano opzioni come "Likeness ready", "Retake" e una nota sulla privacy che attribuisce il controllo esclusivo della propria immagine digitale.

Il futuro è dell'intelligenza artificiale agentica, come del resto si parla già da diverso tempo, solo che adesso si sta concretizzando. Resta solo da capire come evolverà questa automazione.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia