Giancarlo Moretti: «Il Terzo settore sia meno timido, ma le proposte di cambiamento reale arrivano da questo mondo»
Dallo scorso ottobre è il portavoce nazionale del Forum del Terzo Settore eletto sulla base di un documento programmatico intitolato “Il Futuro insieme”. Giancarlo Moretti, romano, una passione per l’arte che per una fase della sua vita è diventata anche un lavoro (come curatore di mostre a livello internazionale) attualmente è consigliere nazionale, membro dell’esecutivo e della presidenza generale del Movimento Cristiano Lavoratori- Mcl. Per il Forum Nazionale del Terzo Settore è già stato coordinatore della Consulta Aps (Associazioni di promozione sociale) membro del coordinamento e dell’esecutivo. Sposato, due figli, figlio di un papà abruzzese e di mamma francese, cattolico, militante fin da giovane in parrocchia e nelle fila della Democrazia Cristiana (rito sbardelliano): «Mi avvicinai al Mcl, perché in quella fase occorreva allargare la presenza dei cattolici nella società, come ci chiedeva il nostro parroco».
Lo incontriamo nella sede del Forum del Terzo Settore di via Aniene nella sua Roma. In questi giorni sta definendo il piano di lavoro per il 2026 del Forum nazionale.
Con 101 soci e 3 enti aderenti (in tutto 120mila sedi territoriali) fra cui le maggiori organizzazioni italiane, il Forum è l’ente più rappresentativo del Terzo settore. Quanto è difficile parlare a nome di una compagine tanto composita?
Come diceva papa Francesco le meraviglie non nascono dalla perfezione della sfera, ma dalle sfaccettature del poliedro che si traducono in ricchezza condivisa. Non a caso sono stato eletto sulla base di un documento che si intitola “Un futuro insieme”. Un documento che contiene alcune parole chiave: identità, autonomia, unitarietà, inclusione. Il nostro deve essere un network unito, ma inclusivo, aperto a nuovi ingressi, e capace di mantenere piena autonomia sia rispetto al Governo e maggioranza, sia nei confronti delle opposizioni e delle varie parti sociali con cui ci rapportiamo. Un’autonomia che va difesa grazie a un’identità chiara che parte da alcuni principi: solidarietà e pace in primis.
Quali i temi all’ordine del giorno?
Se da una parte questioni come Iva e, in parte il 5 per mille (grazie anche alla campagna di VITA “5 per mille, ma per davvero”), sono questioni che hanno trovato una soluzione, sul tavolo ne rimangono diverse altre. Per esempio l’ingiustizia dell’Irap per il Terzo settore e la bozza di circolare sulla disciplina fiscale degli enti del Terzo settore emanata dall’Agenzia delle Entrate che va monitorata a fondo rispetto alla commercialità delle attività, all’inquadramento dei finanziamenti pubblici e delle “attività diverse”. Il diavolo si nasconde nei dettagli.

Quale è la sua valutazione della legge di Bilancio 2026?
Luci ed ombre. Due esempi: l’innalzamento del tetto del 5 per mille da 525 a 610 milioni che, per quanto non può rappresentare un punto di arrivo, è un buon segnale per rispettare la volontà dei contribuenti e non penalizzare chi svolge attività per l’interesse collettivo. Non riteniamo invece sufficienti le misure per il contrasto delle disuguaglianze e della povertà, e in particolare segnaliamo negativamente il taglio del 50% della prima mensilità dell’assegno di inclusione al momento del rinnovo. Ma più in generale, constatiamo come la pur comprensibile esigenza di ridurre il deficit pubblico si traduca in una carenza di significativi investimenti a medio-lungo termine per migliorare il nostro sistema di welfare. Investimenti di cui oggi il Paese avrebbe però urgente bisogno.
La norma sui caregiver?
Bene che si lavori per il riconoscimento e la valorizzazione dei caregiver, anche se per il fondo previsto saranno assolutamente necessarie maggiori risorse.
Il Piano per l’economia sociale?
Positivo che in manovra si compia un passo importante verso l’attuazione del Piano: l’istituzione, presso il Mef, di un comitato di esperti in materia di sviluppo dell’economia sociale, va nella direzione di proseguire il percorso di condivisione portato avanti fin qui per valorizzare un comparto che genera anche sviluppo economico, avendo come principi cardine sostenibilità, inclusione e partecipazione. Ciò detto rimane il tema delle risorse che si vorranno impegnare su questo capitolo.
Quanto le piace il governo Meloni?
Il nodo non è questo o quel Governo: giudichiamo le politiche quindi a volte concordiamo, altre volte no. Su alcune questioni non vediamo soluzioni di continuità con il passato, mentre sul Terzo settore notiamo un’attenzione che prima non c’era. Di fondo, però, rimane il fatto che non si riesce più ad elaborare una prospettiva di cambiamento reale. Il calo della partecipazione dei cittadini è figlio di questo contesto.
E il Terzo settore?
Il nostro mondo esprime proposte in modo ancora troppo timido. E questo è vero. Ma è altrettanto vero che è qui dentro che si trovano le proposte e le pratiche più significative di un cambio di modello. Il mercato, specie quando lo Stato è debole, non genera sviluppo, ma il far west, una giungla in cui vige la legge del più forte. Come dimostra quello che sta succedendo nel mondo. Una prospettiva di economia sociale, ribalta il tavolo e apre orizzonti. Nei territori la cooperazione e gli enti sociali lo dimostrano quotidianamente. Anche la pace in questa ottica non è un’astrazione, è un modello sociale ed economico che per crescere ha bisogno di un ecosistema.
Ovvero?
Le dirò due proposte che possono apparire marginali, ma che per noi non lo sono: l’inserimento lavorativo dei carcerati e l’inclusione dei migranti. Un’economia di pace, solidale e inclusiva ha anche queste due priorità. Dire che la soluzione sono più carceri (con quali soldi poi?) o rispedire i migranti a casa loro significa guardare alla pancia delle persone raccontando favole. Noi invece vogliamo ragionare con la testa per proporre soluzioni efficaci e ragionevoli.
In apertura Giancarlo Moretti, portavoce del Forum nazionale del Terzo Settore – foto da ufficio stampa
L'articolo Giancarlo Moretti: «Il Terzo settore sia meno timido, ma le proposte di cambiamento reale arrivano da questo mondo» proviene da Vita.it.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




