Il caso della famiglia nel bosco arriva a Bruxelles. McGrath: “Decidono i giudici nazionali”
Bruxelles – La vicenda della famiglia nel bosco arriva a Bruxelles. La storia di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion in Italia ha fatto discutere e continua a farlo. La scelta della coppia di vivere in un bosco, isolata da tutto e tutti, in una casa senza servizi essenziali e figli non mandati a scuola, ha indotto i servizi sociali a togliere i tre figli minorenni della coppia dalle cure dei genitori per affidarli ad una casa-famiglia. Adesso Susanna Ceccardi (Lega/PfE) intende sapere se la scelta di separare i figli dai genitori sia in conflitto con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in particolare l’articolo 7 che sancisce il rispetto della vita privata e della vita familiare, e l’articolo 24 che prevede la tutela del minore.
La risposta che viene fornita dal commissario per la Giustizia, Michael Mcgrath, serve solo a chiarire che in questo caso e in tutti i casi analoghi a questo la competenza “spetta esclusivamente alle autorità nazionali, compresi i giudici“, e dunque devono essere i tribunali italiani a stabilire come procedere. McGrath tiene comunque a ricordare come principi e diritto dell’UE riconoscano la tutela dei bambini come priorità assoluta. “I minori hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere, ritenendo preminente l’interesse superiore del minore“. Una sottolineatura che lascia intendere che se si ritiene per il bene dei bambini di non doverli lasciare a contatto con i genitori, questi ultimi non potranno vedere i propri figli.
Ad ogni modo il caso arriva in Commissione europea. E’ l’Italia che fa parlare di sé. Ora la parola ai giudici, quelli nazionali.
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