Il nuovo Patto di Cura passa per la Rsa, l’Ai e il digitale: l’Anaste al convegno Omceo

Mar 13, 2026 - 14:30
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Il nuovo Patto di Cura passa per la Rsa, l’Ai e il digitale: l’Anaste al convegno Omceo

Nell’introduzione ai lavori il responsabile scientifico Fabio Abenavoli e il vicepresidente Stefano De Lillo hanno sottolineato l’intenzione di affrontare un tema delicato e attuale poi sviluppato da Antonio Giulio De Belvis (Cattolica, Progetto Harambee) con esempi di applicazioni tecnologiche in Paesi con difficoltà endogene, come lo Zambia, dov’è in atto un cambiamento culturale. Una trasformazione epocale che necessita di formatori di nuova generazione, come ha detto Laura Mazza (Presidente di Federformazione), dove al di là dei problemi etici conta garantire il lavoro alle persone. E questa è la vera sfida per Paola Maria Zerman (Avvocatura dello Stato).

Della formazione e della carenza del personale sanitario hanno poi parlato Francesca Toppetti (Umem) e Maurizio Marceca (Omceo), mentre di prevenzione Francesco Riva (Consigliere Cnel) e Luca Paolo Werther (Omceo), mentre Pierpaolo Todisco ha trattato il tema dell’accoglienza e prossimità. Tema centrale dell’incontro, però, lo stato della digitalizzazione delle strutture della sanità.

Manca l’infrastruttura immateriale generale per far funzionare l’applicazione base della digitalizzazione. Ha aperto il problema William Nonnis esperto della Presidenza del Consiglio dei ministri e lo ha praticamente sviscerato con particolare attenzione all’attuale e fondamentale argomento dell’invecchiamento progressivo e inarrestabile della popolazione, il presidente dell’ANASTE Sebastiano Capurso.

“Si parla da oltre 40 anni di telemedicina – ha detto Capurso – ma i risultati non si vedono, addirittura il piano di utilizzo è stato affidato alle farmacie… Ora, l’Ai e la digitalizzazione spinta se funzionassero, non sono in contrasto con le cure alla Persona, mai.

La situazione oggi infatti è molto critica: gli anziani non autosufficienti in Italia sono 3,8 milioni (dato istat) di cui solo 300mila ospitati nelle nostre Rsa, dove occorrerebbero almeno altri 200mila posti letto per rispondere alle esigenze base. I costi dell’assistenza domiciliare, delle badanti e della famiglia in genere, più andiamo avanti e più non sono sostenibili con l’aumento del numero degli anziani! Serve dunque – ha aggiunto Capurso – un cambio di paradigma organizzativo”.

Non giova certo, come oggi purtroppo accade, mettere in concorrenza le Rsa con le politiche di assistenza domiciliare sul territorio, non ha senso.

 “Anzitutto partiamo dalla valutazione della durata della vita fragile, da quando una persona anziana diventa malata. Questo spazio temporale sarà sempre più lungo, bisogna tenerne conto: quindi la condizione dell’anziano non autosufficiente non è un settore del welfare. E’ la nuova architettura del Sociale!”. La prima delle soluzioni allora è mettere mano alla crisi produttiva ed occupazionale cercando di risolvere e potenziare la “produzione del tempo di cura”.

Attraverso più personale, più formazione di questo personale e perciò più competenze specifiche! Per prima cosa, allora, la Rsa come struttura potrà diventare un “hub di continuità assistenziale” integrata con territorio, famiglia, ospedale. Poi attraverso processi avanzati di digitalizzazione e con l’apporto dell’Ai la Rsa del futuro sarà in rete, sarà ancor di più struttura centrale di accoglienza sul territorio e diventerà parte integrante dei “nodi intelligenti di cura”, del processo di digitalizzazione della sanità, facendo funzionare la telemedicina e facendo viaggiare finalmente e davvero tutti i dati.

“Tutto ciò – ha concluso il Presidente Anaste Capurso – non passa solo dall’applicazione delle tecnologie di cui parliamo qui ma abbisogna di un nuovo Patto di Cura basato su 4 pilastri insieme: Tecnologia di rete, Ai, Telemedicina e normativa adeguata. Pilastri già operativi, basta farli funzionare. Così il digitale, Ai compresa diventano alleati: l’algoritmo che prevede; il sensore che avvisa; il robot che interviene e accompagna. Non sono fantascienza ma realtà già adesso”.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia