Il quarto kit della Juventus guarda al passato per plasmare il futuro

Febbraio 23, 2026 - 20:30
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Il quarto kit della Juventus guarda al passato per plasmare il futuro

Le strisce bianconere della Juventus sono uno dei simboli più riconoscibili del calcio, in Italia e nel mondo. Nel tempo sono diventate una firma visiva. Linee verticali, essenziali, replicate per oltre un secolo senza perdere forza. Il nuovo quarto kit, realizzato con Adidas e con Studio Sgura, parte da qui: stessi colori, stesso contrasto netto tra bianco e nero. Cambia la direzione delle linee. Le strisce diventano orizzontali e trasformano un codice primario storico in un campo di sperimentazione controllata.

L’ispirazione nasce dalla stagione 1996/97. In quegli anni la Juventus aveva esplorato una versione orizzontale del proprio pattern iconico in un capo di rappresentanza rimasto fuori dalle competizioni ufficiali. Un’intuizione mai tradotta in partita. A quasi trent’anni di distanza, quella soluzione viene recuperata e portata sul campo per la prima volta.

Il risultato è una maglia a maniche lunghe, con colletto stile polo. La silhouette richiama l’estetica calcistica degli anni Novanta, ma è costruita con linee pulite e proporzioni misurate. Anche i numeri rossi sulla schiena rimandano a divise juventine di fine anni Novanta, consolidando il legame con quell’epoca senza scivolare nella replica nostalgica.

La rotazione delle strisce produce un effetto immediato. L’identità resta riconoscibile, ma l’impatto visivo cambia. È un intervento che tocca l’elemento centrale del marchio Juventus. In un panorama in cui le quarte maglie sono spesso spazio di libertà cromatica, qui la sperimentazione riguarda la struttura stessa del simbolo.

quarta maglia juventus studio sgura

Il progetto si inserisce in un percorso condiviso che negli ultimi anni ha visto Juventus e Studio Sgura collaborare anche in ambito culturale e fotografico, con iniziative presentate durante la Milano Fashion Week. Con questo kit, quel dialogo tra calcio, moda e immagine esce dagli spazi espositivi e si traduce in una divisa da gara.

La natura delle quarte maglie consente questo tipo di operazioni. Non sostituiscono la tradizione verticale, ma la affiancano. Offrono uno spazio per reinterpretare senza cancellare. In questo caso il punto di equilibrio è chiaro: recuperare un’idea rimasta laterale e inserirla nel presente, con coerenza formale.

Anche la scelta della manica lunga contribuisce alla doppia lettura. È un elemento radicato nella cultura calcistica, ma oggi dialoga con un uso più ampio, oltre il campo. La maglia si colloca così tra performance e lifestyle, tra divisa sportiva e capo quotidiano.

Il quarto kit non propone una rottura. Propone una variazione consapevole. Le strisce restano il centro del racconto. Cambia l’orientamento, non il significato. E proprio in questa rotazione si misura la capacità di un’identità forte di rinnovarsi senza perdere se stessa.

 

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Redazione Redazione Eventi e News