I «Giochi della Speranza» a Bollate
Un'edizione dei Giochi della Speranza a RebibbiaSi potrebbero definire le «Olimpiadi in carcere», anche se di fatto si svolgono nel periodo “di transizione” tra la fine delle Olimpiadi e l’inizio delle Paralimpiadi invernali. Sono i «Giochi della Speranza», in programma nella mattinata di sabato 28 febbraio nella Casa di reclusione di Bollate. La manifestazione è promossa dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport, dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dalla rete di magistrati «Sport e Legalità» e dal Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, con il patrocinio del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale della Santa Sede.
Le prime due edizioni si sono tenute nella Casa circondariale di Rebibbia a Roma. Ora la terza “sbarca” a Milano, potendo contare anche sulla collaborazione del Comitato provinciale del Csi, pronto a sostenerne lo spirito e le finalità: costruire spazi di incontro, dialogo e responsabilità condivisa all’interno degli istituti di pena, con la convinzione che lo sport rende liberi anche là dove il confine tra “dentro” e “fuori” appare più netto.

Il “vento” olimpico
«Portare speranza in carcere significa offrire ai detenuti la possibilità di respirare un’aria di normalità, e in questo senso i nostri Giochi rappresentano più di un semplice evento: generano attesa, preparazione, coinvolgimento e contribuiscono a restituire valore al tempo, aiutando chi partecipa a viverlo con uno sguardo più aperto e fiducioso»: così Daniele Pasquini, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport, alla presentazione della manifestazione.
Nella stessa circostanza il presidente del Csi milanese Massimo Achini ha confessato la sua emozione al pensiero «che il “vento olimpico” possa scavalcare muri che normalmente sono invalicabili, per raggiungere luoghi dove non soffierebbe mai, come all’interno di una casa di reclusione». E ora aggiunge: «Formalmente non possiamo usare il nome Olimpiadi, ma lo spirito è quello, e ne siamo molto contenti». Anche perché i «Giochi della Speranza» attecchiscono in un “terreno” che il Csi milanese ha abbondantemente “dissodato” e “arato”: «Nelle carceri del nostro territorio noi organizziamo attività sportive per oltre 700 ore nell’arco di un anno. Quindi questi Giochi accendono i riflettori su un impegno che non è una tantum». E anzi rappresentano l’occasione per rilanciare la presenza del Csi nella realtà specifica di Bollate: «Abbiamo già raggiunto un accordo con il direttore del carcere, in base al quale proseguiremo il nostro impegno anche dopo questo evento».

Il programma
Ma che cosa accadrà in concreto quel giorno? Dalle 9.30 alle 13, dopo una vera e propria cerimonia d’apertura, scenderanno in campo quattro squadre – rispettivamente rappresentative dei detenuti, della Polizia penitenziaria, dei magistrati e della società civile – che gareggeranno in diverse discipline: calcio, pallavolo, tennis tavolo, atletica leggera, ma anche biliardino e scacchi… «A rappresentare la società civile ci saranno anche alcuni consiglieri comunali milanesi – anticipa Achini -, tra i quali Alessandro Giungi, presidente della Commissione comunale Milano-Cortina». Alle premiazioni, infine, interverrà l’Arcivescovo, a suggellare una bella giornata di sport, il cui valore educativo non conosce confini e può diventare occasione reale di rinascita anche nei contesti più complessi.
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