La genetta arriva in Italia: ecco come prosegue l’espansione silenziosa di un piccolo carnivoro

Aprile 1, 2026 - 15:30
 0
La genetta arriva in Italia: ecco come prosegue l’espansione silenziosa di un piccolo carnivoro
genetta

La genetta, arrivata molto tempo fa in Europa dall’Africa e scelta come pet esotico dalle dame medievali, si sta oggi ambientando anche in Italia

Negli ecosistemi italiani sta emergendo un nuovo, piccolo personaggio: la genetta. Questo carnivoro dalle abitudini crepuscolari e notturne, di origine africana, non rappresenta più una presenza occasionale, ma mostra segnali sempre più evidenti di stabilizzazione e diffusione, in particolare nelle regioni del Nord-Ovest.

Per capire meglio il fenomeno, ne abbiamo parlato con Patrizia Gavagnin, wildlife biologist freelance che si occupa di conservazione e biogeografia.

Alla ricerca di un clima mediterraneo

Gavagnin sta lavorando sul tema insieme a Marco Masseti, socio onorario della Società Italiana di Archeozoologia (Aiaz) nonché già docente presso il dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze e Paolo Tizzani, medico veterinario della facoltà di Medicina veterinaria dell’Università di Torino e ricercatore presso il Woah – World Animal Health – Whs.

Immagine notturna scattata dal ricercatore francese Luc Souret (Lpo-Paca)

La Genetta comune è un mammifero carnivoro di origine africana – spiega a GreenPlanner Gavagning – appartenente alla famiglia dei Viverridi, un gruppo faunistico relativamente antico che annovera specie presenti in Africa e in Asia. In Europa la genetta comune è naturalizzata e libera; altre specie sono state fino a poco tempo fa presenti in Parchi Faunistici ed anche commercializzate in negozi di animali esotici“.

Le dimensioni sono simili a quelle di un gatto, con corpo slanciato e zampe corte, con una lunga coda. L’espansione della genetta in Italia ha come zona d’origine a Francia, dove l’animale è arrivato attraverso la Penisola Iberica; i primi dati di presenza erano riferiti al Piemonte, e attribuibili a singoli esemplari erratici.

La vera espansione – dice Gavagnin – attualmente in atto, è iniziata a seguito dell’arrivo della genetta nelle zone del confine italo-francese, dove ha trovato aree mediterranee idonee alle sue esigenze ecologiche. Al momento la specie è presente nella Liguria di Ponente con una presenza diffusa, e da queste aree è in espansione“.

La genetta è un animale decisamente adattabile. Predilige ambienti boschivi e aree con vegetazione fitta con tratti più aperti, a bassa quota, ma è in grado di vivere anche in contesti agricoli o parzialmente antropizzati.

Questa flessibilità ecologica rappresenta uno dei fattori chiave della sua espansione, insieme ai cambiamenti climatici, che rendono nuovi territori ancora più accoglienti.

Una lunga storia

È bene ricordare che la genetta, pur non essendo originaria del contenente europeo, è arrivata da noi in epoca storica.

Lo sappiamo sulla base di indicazioni di storici dell’epoca romana – aggiunge Gavagnin – come Strabone e Plinio il Vecchio, ma anche delle risultanze di scavi archeologici, nella Penisola Iberica e particolarmente in Portogallo“.

La certezza della presenza su suolo europeo di questo animale risale però al Medioevo, “quando la genetta era tenuta nelle dimore nobiliari alla stregua di un pet e contribuiva al controllo delle infestazioni murine. Una testimonianza significativa è data dagli arazzi del ciclo La Dame à la Licorne tessuti dalla Manifattura delle Fiandre tra il 1484 e il 1500, dove sono rappresentati momenti di vita quotidiana in una casa nobiliare e figura un animale dall’aspetto inequivocabile di una genetta. Gli arazzi si trovano al Museo del Medioevo a Parigi e presso una Collezione a New York“.

Particolare dell’arazzo “La dame a Licorne”

Oggi, l’espansione della specie in Italia solleva una questione rilevante per chi si occupa di gestione della biodiversità: come interpretare l’arrivo e l’insediamento di animali non autoctoni che, almeno per ora, non sembrano avere impatti negativi evidenti?

Nel caso della genetta, infatti, le evidenze indicano un ruolo ecologico simile a quello di altri piccoli carnivori già presenti nei nostri ecosistemi. Per ora, i ricercatori si limitano quindi a seguirne con attenzione il comportamento e l’espansione.

Il monitoraggio applicato nel nostro lavoro è condotto con il metodo naturalistico classico – conclude Gavagnin – ovvero il percorso di transetti determinati per la ricerca di segni di presenza, che nel caso della genetta sono caratteristici. Il metodo naturalistico è stato integrato dall’utilizzo del fototrappolaggio e dalla raccolta delle segnalazioni di avvistamento validate tramite uno specifico questionario“.

Al momento, Gavagnin, Tizzani e Massettin stanno lavorando a una ricerca preliminare in uscita sulla Rivista Piemontese di Storia Naturale e completando la versione inglese per una rivista estera.

L'articolo La genetta arriva in Italia: ecco come prosegue l’espansione silenziosa di un piccolo carnivoro è stato pubblicato su GreenPlanner Magazine.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia