Le parole di Martini sulla guerra illuminano il buio del presente
Il cardinale Carlo Maria Martini (Agenzia Fotogramma)«La vera sfida non è chiedersi chi vincerà, ma se saremo capaci di rinunciare a vincere, cercando una nuova integrazione che trasformi il conflitto in una gara di mutuo servizio e di accoglienza tra culture diverse».
In un tempo segnato da profonde incertezze – che tutti ci riguardano e tutti fanno vacillare –, in cui il diritto internazionale sembra arretrare di fronte alla legge del più forte, in cui l’Unione europea fatica a trovare la propria identità, la Fondazione Carlo Maria Martini trova ispirazione e coraggio nelle parole del Cardinale in un messaggio dissonante, ma necessario, capace di parlare con sorprendente attualità.
Cinquant’anni dopo la nascita del Movimento Federalista Europeo, Martini intervenne in un Convegno internazionale dedicato al destino dell’Europa, ponendo al centro una domanda che ancora resta aperta: come trasformare i conflitti in convivenza, le identità in dialogo, le nazioni in una casa comune fondata sul diritto, sulla responsabilità e sulla pace?
Radicalmente distante rispetto alle logiche di potenza e ai nazionalismi esasperati, Martini indicava nel federalismo europeo, nella maturità morale dei popoli e nella centralità della persona le condizioni per un futuro condiviso, non solo per l’Europa, ma per l’intera comunità internazionale.
È una parola capace di offrire criteri di discernimento, in un passaggio storico che chiede a ciascuno scelte di responsabilità.
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