L’Ice sarà presente ai Giochi di Milano-Cortina, ma non farà operazioni di polizia

Gen 27, 2026 - 21:30
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L’Ice sarà presente ai Giochi di Milano-Cortina, ma non farà operazioni di polizia

Negli ultimi giorni il dibattito sulla sicurezza delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 si è intrecciato con una questione politicamente delicata: la presenza, al seguito della delegazione statunitense, di uomini riconducibili all’Immigration and Customs Enforcement (Ice), l’agenzia federale americana diventata il simbolo della repressione dell’amministrazione Trump. La notizia è emersa qualche giorno fa, prima smentita, poi ribadita, accompagnata spesso da dichiarazioni contradditorie o poco chiare da parte del governo.

Al momento, per quel che sappiamo, agenti dell’Ice non arriveranno in Italia per svolgere attività di polizia, né per operazioni di controllo dell’immigrazione. Ma saranno comunque presenti ai Giochi, scrive oggi Repubblica in un articolo firmato da Tommaso Ciriaco e Giuliano Foschini: sono inseriti nel dispositivo che accompagna abitualmente le delegazioni ufficiali statunitensi all’estero.

Si tratta, spiegano fonti governative, di personale che fa capo al Diplomatic Security Service, il servizio del Dipartimento di Stato incaricato di proteggere i rappresentanti degli Stati Uniti durante missioni e grandi eventi internazionali. In questo caso, i principali protetti saranno il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. Vance è affidato al Secret Service, mentre Rubio rientra direttamente nell’apparato di sicurezza in cui opera anche l’Ice, o meglio una sua articolazione specifica.

Il punto è proprio questo. A confermare la presenza dell’agenzia è stata una nota dell’ambasciata statunitense a Roma, che ha messo in difficoltà il governo italiano sul piano dell’immagine. Come ha spiegato la vice segretaria Tricia McLaughlin, alle Olimpiadi l’Homeland Security Investigations (Hsi) – il ramo investigativo dell’Ice – affiancherà il servizio di sicurezza diplomatica e il Paese ospitante «nel processo di verifica e mitigazione dei rischi provenienti da organizzazioni criminali transnazionali». In altre parole, non ci saranno arresti né controlli, ma faranno attività paragonabile a quella intelligence e di raccolta di informazioni. Anche se le competenze degli uomini armati dall’amministrazione Trump sembrano altre, a guardare le immagini provenienti dal Minnesota.

Formalmente, tutto resta sotto l’autorità italiana. Il Viminale, riferisce ancora Repubblica, ha coordinato il dispositivo con gli Stati Uniti e il ministro Matteo Piantedosi si è confrontato anche con l’Fbi. Roma ha valutato se fosse possibile opporsi alla presenza di funzionari riconducibili all’Ice, ma la strada si è rivelata impraticabile: molti di questi agenti sono già in servizio in Italia, presso ambasciate e consolati, dove si occupano soprattutto di visti e immigrazione.

Il problema, dunque, è prima tecnico che politico. L’Ice oggi non è un’agenzia come le altre. Negli Stati Uniti, soprattutto dopo gli episodi di Minneapolis e le operazioni degli ultimi mesi, è diventata il volto più duro e controverso delle politiche di Trump. Per questo la sua presenza rischia di alimentare proteste e azioni dimostrative durante i Giochi, non tanto contro il dispositivo di sicurezza in sé, quanto contro ciò che l’Ice rappresenta simbolicamente.

È un rischio che, per la prima volta, viene preso in considerazione anche dagli apparati antiterrorismo italiani. Non a caso, l’eventuale presenza dell’Ice viene letta come un fattore che accresce il livello di esposizione dell’evento, soprattutto in un contesto in cui le Olimpiadi saranno inevitabilmente anche una vetrina politica internazionale.

L’agenzia è divisa in due rami principali: l’Hsi, che si occupa di indagini e cooperazione internazionale, e l’Ero, responsabile di arresti, detenzione ed espulsioni. Solo il primo entrerà in gioco per le Olimpiadi. Dal punto di vista operativo, dunque, nulla di anomalo rispetto a quanto avvenuto in altri grandi eventi internazionali. Dal punto di vista politico, però, la presenza dell’Ice arriva in un momento in cui i rapporti tra Giorgia Meloni e Donald Trump sono osservati con grande attenzione, anche all’interno della maggioranza. Soprattutto, la presenza dell’agenzia mette il governo davanti a un equilibrio complicato: garantire la sicurezza dell’evento senza apparire complice, nemmeno simbolicamente, dei metodi che hanno reso l’Ice uno degli apparati più contestati dell’America di oggi.

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Redazione Redazione Eventi e News