Il volo sostenibile di Wizz Air, tra efficienza e decarbonizzazione

Gen 27, 2026 - 21:30
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Il volo sostenibile di Wizz Air, tra efficienza e decarbonizzazione

Per l’opinione pubblica, l’aviazione è spesso uno dei grandi colpevoli del riscaldamento globale. Nella percezione diffusa, gli aerei sarebbero responsabili di una quota esorbitante delle emissioni mondiali. I numeri raccontano, però, una storia un po’ più complessa. Secondo i dati raccolti da Our World in Data, nel 2022 l’aviazione ha contribuito a circa il cinque per cento delle emissioni globali di CO, includendo anche gli effetti indiretti. E negli ultimi anni l’intera industria dell’aviazione globale sta investendo per ridurre ancora il suo impatto sul pianeta.

Per decenni il traffico aereo è cresciuto in modo costante, rendendo il volo una pratica sempre più diffusa e, quasi, quotidiana. Secondo i dati dell’Icao (International Civil Aviation Organization), il numero di passeggeri trasportati a livello mondiale è passato da circa 1,7 miliardi nel 2000 a oltre 4,5 miliardi nel 2019, prima della battuta d’arresto causata dalla pandemia. Un trend che, una volta superato lo shock del Covid, è ripartito rapidamente: nel 2023 il traffico passeggeri globale ha già raggiunto circa il novantaquattro per cento dei livelli pre-pandemia, tornando pienamente sopra quei valori nel 2024. Una democratizzazione della mobilità che ha cambiato le abitudini di milioni di persone e che rende inevitabile una domanda: come conciliare accessibilità, crescita e riduzione dell’impatto ambientale?

È dentro questa tensione che si inserisce Beyond the Runway, l’evento con cui Wizz Air ha scelto di raccontare il proprio percorso verso il Net Zero. Ospitato nello stabilimento di Gen Phoenix a Peterborough, nel Regno Unito, Beyond the Runway non è stata una conferenza tradizionale, che espone solamente i prossimi obiettivi dell’agenda green, ma molto di più. È solo uno, infatti, il portavoce di Wizz Air, il suo Cfo, Owain Jones. Per il resto prevalgono rappresentanti dei partner della loro filiera: John Kennedy, Ceo di Gen Phoenix; Noemi Hemming, Chief Commercial Officer di Firefly (azienda attiva nella produzione di Sustainable Aviation Fuel); Bonaventura Vitolo, prject coordinator R&TD (che sviluppa sedili per aeromobili) e David Norris, Head of Legal del London Luton Airport. Ciò ha comportato che l’evento avesse uno spirito ben diverso dal solito: non interventi isolati, ma un racconto corale.

Wizz Air

Jones inquadra subito il punto centrale. Wizz Air ha costruito il proprio vantaggio competitivo su un modello ultra-low-cost, basato sull’efficienza operativa estrema, e non intende rinunciarvi nel percorso verso la decarbonizzazione. «Non vediamo un confine rigido tra sostenibilità ed efficienza», spiegherà successivamente in privato. «Il nostro compito è restare vigili sulle innovazioni e sulle collaborazioni che ci permettono di abbattere i costi, migliorare l’efficienza e ridurre le emissioni ». E, in Beyond the Runway, si sono visti i frutti di queste prime collaborazioni.

Secondo Wizz Air la sostenibilità della filiera non è unicamente un attributo interno, ma una responsabilità distribuita. La sola scelta di tenere l’evento in una delle sedi produttive di Gen Phoenix (uno dei principali produttori di materiali sostenibili dagli scarti in pelle del Regno Unito) è già il primo biglietto da visita di questa strategia. Materiali riciclati, processi industriali ripensati, soluzioni che riducono peso e impatto ambientale senza compromettere sicurezza o costi. «La sostenibilità funziona solo se diventa industrializzabile», osserva John Kennedy, «altrimenti resta un esercizio teorico». Secondo Kennedy, gli obiettivi si possono raggiungere solamente se si istituisce una economia circolare nel più ampio numero possibile delle componenti che compongono gli airbus. Ottimizzando al contempo il peso del velivolo in ogni suo componente, mantenendo invariata la qualità e la sicurezza della flotta, come spiega Bonaventura Vitolo, si può raggiungere una nuova categoria di aeromobili capaci di consumare fino al venti per cento in meno di carburante (i cosiddetti Airbus A321neo).

Il discorso si fa ancora più concreto quando si affronta il tema del Sustainable Aviation Fuel, considerato il pilastro della decarbonizzazione del settore. Oggi è scarso e costoso, ma per Jones la traiettoria è chiara: «È una questione di domanda e offerta. Più il mercato cresce, più entrano nuovi operatori e più i prezzi diventano competitivi». Un processo che potrebbe essere accelerato anche da politiche pubbliche, come la proposta europea di sussidiare l’acquisto di Saf per stimolare la domanda.

Wizz Air

In questa direzione si inserisce l’investimento di cinque milioni di dollari effettuato da Wizz Air verso Firefly, una realtà innovativa che lavora sulla produzione di Saf a partire da rifiuti organici (prevalentemente escrementi umani), seguendo un modello interamente circolare. Una tecnologia ancora in fase di sviluppo, che per ora può coprire solo una minima percentuale dell’esigenza di carburante dell’aviazione. Tuttavia l’obiettivo condiviso è quello di contribuire a colmare il gap tra domanda e offerta entro il 2030, quando l’agenda di Wizz Air prevede di coprire con Saf almeno il dieci per cento del proprio fabbisogno di carburante.

Con questo approccio di stretta collaborazione e pianificazione con i propri partner, Wizz Air punta a raggiungere gli obiettivi fissati dalla propria roadmap ufficiale della compagnia verso il Net Zero entro il 2050, presentata come un vero invito all’azione per l’intero settore. Un piano che si inserisce in un quadro normativo sempre più definito, a partire dal quadro internazionale delineato dall’Icao, che ha fissato per l’aviazione globale l’obiettivo di neutralità climatica entro il 2050.

Un approccio che negli ultimi anni ha portato anche a riconoscimenti esterni: nel 2025 Wizz Air è stata premiata come Sustainable Airline of the Year, rendendo la compagnia uno degli esempi più virtuosi del settore.

Beyond the runway, allora, non è solo un titolo, uno slogan; ma una dichiarazione di intenti. La sostenibilità non come racconto autocelebrativo, ma come infrastruttura condivisa. Non una promessa individuale, ma una costruzione collettiva. In un settore spesso accusato di immobilismo, Wizz Air prova a spostare la discussione dove conta davvero: dentro i processi, dentro le fabbriche, dentro la propria filiera.

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