L’unico tre stelle del Sud è sotto sequestro

Gen 31, 2026 - 17:30
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L’unico tre stelle del Sud è sotto sequestro

Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della procura, ed eseguito dai carabinieri di Sorrento mentre il locale era chiuso per la pausa invernale. L’ipotesi è quella di lottizzazione abusiva. Le indagini, avviate nel luglio del 2025, ricostruiscono una lunga sequenza di interventi edilizi, tredici, secondo gli inquirenti, realizzati tra il 1982, anno di apertura del locale, e l’ottobre del 2025.

Secondo la procura, l’attuale complesso immobiliare sarebbe il risultato di un’espansione progressiva di un casolare rurale, avvenuta senza le necessarie autorizzazioni in un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e ambientali e classificata a rischio sismico. Non un episodio isolato, ma una trasformazione protratta nel tempo, resa possibile, scrivono gli inquirenti, da una negligenza amministrativa definita “sistematica”.

La difesa della famiglia Mellino, assistita dall’avvocato Pasquale Sepe, sostiene che gran parte degli interventi fosse stata sanata o condonata e ha annunciato ricorso al tribunale del riesame. La procura, al contrario, ritiene quei condoni illegittimi, concessi senza i presupposti di legge. Il giudizio penale seguirà il suo corso, ma la questione pubblica è già aperta.

Perché Quattro Passi è un punto di riferimento della ristorazione italiana contemporanea, celebrato dalla Guida Michelin con il massimo riconoscimento possibile. Un luogo che rappresenta, da solo, l’idea che il Sud possa competere ai vertici dell’alta cucina internazionale. Un’eccellenza che negli anni ha accumulato visibilità, valore simbolico, potere reputazionale, fino a diventare un marchio riconosciuto ben oltre i confini nazionali. E se è vero che la Michelin valuta la cucina, il servizio, l’esperienza e non è un’autorità urbanistica, né un ente di tutela del paesaggio, sappiamo bene che non perdona mai le vicende giudiziarie dei ristoranti coinvolti in qualche scandalo: lo ricorda bene Marco Sacco, che per un processo per intossicazione alimentare da cui è stato assolto dopo quattro anni, ha perso le sue stelle e con quelle la visibilità collegata al ristorante. Inoltre, la guida rossa negli ultimi anni ha costruito un discorso sempre più esplicito intorno alla sostenibilità, introducendo strumenti come la Stella Verde e presentandosi come interprete di un’idea di ristorazione responsabile, attenta al contesto in cui opera.

Se l’unico tre stelle del Sud cresce, materialmente, in un’area vincolata attraverso interventi che oggi vengono contestati come abusivi, quel racconto entra in tensione. Non perché la guida debba sostituirsi alla magistratura, ma perché l’eccellenza può rendere invisibile ciò che, senza tre stelle sopra la porta, sarebbe stato notato molto prima.

Al netto della presunzione di innocenza, la domanda resta: com’è possibile che per oltre quarant’anni una trasformazione così rilevante del territorio sia passata sotto silenzio? E quanto il prestigio accumulato abbia funzionato, consapevolmente o meno, come una forma di protezione simbolica?

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Redazione Redazione Eventi e News