Nel Parco archeologico della Terramara di Montale l’età del bronzo è immersiva

In provincia di Modena c’è un parco archeologico, quello della Terramara di Montale, che ha appena riaperto i battenti inaugurando una nuova stagione all’insegna dell’innovazione.
Nuove installazioni multimediali accompagnano i visitatori in un’esperienza ancora più immersiva, inclusiva e coinvolgente per raccontare la vita di 3.500 anni fa. La riapertura segna l’avvio di un programma che prosegue fino a domenica 7 giugno, nelle giornate festive e in alcune aperture straordinarie, tra cui sabato 23 maggio, in occasione della Notte Europea dei Musei.
A oltre vent’anni dall’inaugurazione, il Parco archeologico della Terramara di Montale continua a richiamare i visitatori grazie a una proposta capace di unire divulgazione scientifica e coinvolgimento diretto, collegando passato e presente e confermando il proprio ruolo educativo, in particolare rivolto alle scuole, grazie al lavoro di uno staff qualificato.
Inaugurato nell’aprile 2004 come sezione “open air” del Museo Civico di Modena, il Parco è dedicato alle terramare, insediamenti dell’età del bronzo sviluppatisi tra il 1650 e il 1150 a.C. nella pianura padana, elemento identitario di questo territorio. Grazie anche alla ricostruzione a grandezza naturale di una parte del villaggio, basata sui dati emersi dagli scavi archeologici con fortificazioni, impianti produttivi, abitazioni, l’esperienza di visita al parco si trasforma in una profonda immersione nel mondo di 3.500 anni fa.
Con il progetto “Open Air & Open Use” si apre oggi un nuovo capitolo. Promosso dal Comune di Modena e finanziato con 315 mila euro dal Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, e integrato da fondi europei della Regione Emilia-Romagna PORFESR 2021-2027 (Programma operativo regionale del fondo europeo di sviluppo regionale), il progetto affronta la sfida di integrare la forte materialità del sito con la dimensione digitale.
Video e audio installazioni, ricostruzioni virtuali, proiezioni olografiche e ambienti immersivi rendono più immediata la comprensione di processi e contesti archeologici, ampliando l’accessibilità e favorendo modalità di fruizione più inclusive e coinvolgenti. A questi si affiancano strumenti pensati per tutti i pubblici, come audiodescrizioni, mappe tattili, contenuti in lingua dei segni e testi scritti.
Il progetto di rinnovamento introduce così nuove installazioni multimediali nell’area di scavo e nel percorso dedicato alla necropoli. Il parco è stato realizzato in un’area adiacente al luogo dove sorgeva l’abitato dell’età del bronzo grazie a risorse europee e all’impegno congiunto dei Comuni di Modena e Castelnuovo Rangone.
La foto pubblicata è stata inviata dall’ufficio stampa.
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