Nell’incendio di Laveno impegnati 128 volontari: “Una rete fondamentale per il territorio”

Aprile 9, 2026 - 14:30
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Nell’incendio di Laveno impegnati 128 volontari: “Una rete fondamentale per il territorio”
Foto di volontari dell'anticendio boschio, Laveno Mombello

L’incendio che nel lungo fine settimana di Pasqua e Pasquetta ha colpito i boschi sopra Laveno Mombello, bruciando circa 22 ettari di vegetazione, ha riportato al centro dell’attenzione il ruolo cruciale del sistema antincendio boschivo. Ma soprattutto ha acceso i riflettori su chi, spesso lontano dalla ribalta, interviene in prima linea: i volontari.

Foto dalla pagina Facebook Ufficiale del Coordinamento Antincendio boschivo della Comunità Montana Valli Del Verbano.

Sono stati giorni complessi, segnati da interventi continui e da una mobilitazione importante. A testimoniarlo sono anche i numeri: durante le operazioni sono stati impegnati 128 volontari, un dato tutt’altro che scontato.

«Anche in questa occasione c’è stata una grandissima disponibilità – sottolinea Marco Fazio, vicepresidente di Comunità Montana Valli del Verbano e assessore con delega alla Protezione civile –. Parliamo di volontari formati, che seguono corsi di mantenimento, fanno formazione pratica nel contesto boschivo e continuano a investire tempo ed energie. È significativo vedere non solo nuove persone interessate a entrare, ma anche chi sceglie di restare».

Foto di volontari dell'anticendio boschio, Laveno Mombello

Dietro ogni intervento non c’è improvvisazione, ma un sistema organizzato e costruito nel tempo. Nella Comunità Montana Valli del Verbano operano oggi 20 organizzazioni tra gruppi comunali, intercomunali ed enti del terzo settore, per un totale di 220 operatori specializzati nell’antincendio boschivo.

A questi si aggiungono tre direttori delle operazioni di spegnimento e 34 capisquadra certificati, figure fondamentali per il coordinamento degli interventi sul campo. Al fianco, ovviamente, delle squadre dei Vigili del Fuoco.

«Non ci si improvvisa volontari AIB – spiega Stefania Ferrini, responsabile antincendio boschivo della Comunità Montana Valli del Verbano –. Il primo passo è iscriversi a un gruppo di protezione civile, rivolgendosi al proprio Comune. Dopo il corso base si può accedere alla specializzazione in antincendio boschivo».

Un percorso che richiede impegno e continuità: «Il prossimo corso partirà a maggio: è residenziale, distribuito su due weekend, per un totale di circa 60 ore. È un percorso impegnativo, ma fondamentale per operare in sicurezza e con competenza. E abbiamo già ricevuto diverse adesioni».

L’esperienza di Laveno Mombello conferma quanto la preparazione sia determinante. Intervenire su incendi boschivi significa muoversi in ambienti complessi, spesso impervi, dove ogni decisione può fare la differenza. Per questo il sistema AIB si basa su formazione continua e aggiornamento costante. Non solo corsi iniziali, ma anche esercitazioni e attività sul campo per mantenere i requisiti operativi. «Il dato più importante – aggiunge Fazio – è la continuità. Non basta entrare: serve restare, formarsi e mettersi a disposizione nel tempo. È questo che rende il sistema solido».

Come diventare volontari

Per chi vuole avvicinarsi a questo mondo, il percorso è chiaro: rivolgersi al proprio Comune e iscriversi a un gruppo di protezione civile. Da lì parte la formazione, che consente – passo dopo passo – di acquisire le competenze necessarie per operare anche nell’antincendio boschivo. Un impegno serio, che non lascia spazio all’improvvisazione, ma che permette di diventare parte attiva nella difesa del territorio.

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Redazione Redazione Eventi e News