Nucleare, Bruxelles avvia un’indagine sugli aiuti di Stato francesi per costruire sei nuovi reattori

Un’anticipazione l’avevamo data la scorsa settimana, e ora la conferma della notizia è arrivata direttamente da Bruxelles: «La Commissione europea ha avviato un’indagine approfondita per valutare se il sostegno pubblico che la Francia intende concedere per la costruzione e la gestione di sei nuovi reattori nucleari sia conforme alle norme dell’Ue in materia di aiuti di Stato». Nella nota diffusa dalla Commissione Ue si specifica che lavvio di un’indagine approfondita sugli aiuti di Stato è una procedura consueta quando sono in gioco pacchetti di aiuti complessi, come nel caso in esame. Viene aggiunto che «ciò darà alla Francia e alle parti terze interessate la possibilità di presentare osservazioni», e anche che «ciò non pregiudica l’esito dell’indagine».
Stando a quanto previsto dai trattati europei, gli Stati membri dell’Ue sono liberi di determinare il proprio mix energetico e, nell’ottica di Bruxelles, la Francia ha lecitamente scelto di promuovere l’energia nucleare nell’ambito della propria politica energetica nazionale. Il problema nasce nel momento in cui si profilano però aiuti di Stato che possano distorcere la concorrenza del mercato dell’energia. Lo scorso novembre Parigi ha notificato alla Commissione il proprio piano di sostenere la costruzione e la gestione di sei nuovi reattori nucleari con una capacità totale di produzione di energia elettrica pari a 9.990 megawatt. I sei nuovi reattori, stando ai piani presentati, saranno costruiti a coppie nei siti delle centrali nucleari esistenti, ovvero Penly, Gravelines e Bugey. La messa in servizio delle nuove unità è prevista tra il 2038 e il 2044, con una durata di vita di 60 anni ciascuna. I costi totali di costruzione sono attualmente stimati a 72,8 miliardi di euro.
Il beneficiario del sostegno economico garantito da Parigi è Électricité de France (Edf), che è principale azienda produttrice e distributrice di energia elettrica nel paese e che è proprietaria e gestore dell’intero parco nucleare francese. Per la realizzazione del progetto sarà costituita una società veicolo interamente controllata da Edf. Come ricapitolato nella nota diffusa da Bruxelles sulla base dei dati ricevuti da Parigi, la Francia intende sostenere questo progetto attraverso tre misure. La prima prevede un prestito agevolato a tasso preferenziale, che copre il 60% dei costi di costruzione stimati. La seconda misura consiste in un contratto bidirezionale per differenza della durata di 40 anni per garantire entrate stabili agli impianti. La terza misura riguarda un meccanismo di condivisione del rischio con un elenco specifico di eventi, al fine di fornire protezione contro i rischi al di fuori del controllo di Edf, quali catastrofi naturali imprevedibili e modifiche della legislazione nazionale.
«In questa fase – si legge nel documento diffuso da Bruxelles – sulla base della sua valutazione preliminare, la Commissione ha ritenuto il progetto necessario e considera che l’aiuto faciliti lo sviluppo di un’attività economica. La Commissione riconosce inoltre il potenziale contributo del progetto alla sicurezza dell’approvvigionamento e alla decarbonizzazione. Ciononostante – aggiungono i vertici comunitari – la Commissione ritiene necessario valutare se la misura sia pienamente conforme alle norme dell’Ue in materia di aiuti di Stato».
Per questo motivo, la Commissione ha deciso di avviare un’indagine approfondita in merito a una serie di questioni. La prima riguarda l’adeguatezza e la proporzionalità del pacchetto di aiuti. Poiché esistono diverse misure di aiuto in grado di limitare il rischio per il beneficiario, è importante garantire che l’aiuto sia limitato a quanto strettamente necessario. In particolare, la Commissione nutre dubbi sul fatto che il pacchetto proposto raggiunga un equilibrio adeguato tra la riduzione dei rischi per consentire l’investimento e il mantenimento di incentivi per un comportamento efficiente, evitando al contempo un trasferimento eccessivo del rischio allo Stato. La Commissione vuole anche capire meglio l’impatto della misura sulla concorrenza nel mercato e se tale impatto sia ridotto al minimo. In particolare, l’esecutivo comunitario teme che la misura possa consolidare o rafforzare indirettamente il potere di mercato di Edf. «La Commissione valuterà inoltre se esistano garanzie sufficienti per assicurare che la strategia commerciale di Edf non determini distorsioni del mercato e per impedire che l’aiuto sia trasferito a specifici operatori di mercato». Ultimo ma non ultimo, i vertici Ue vogliono far luce sulla «conformità ad altre disposizioni del diritto dell’Unione, in particolare ai principi di progettazione di cui all’articolo 19 quinquies, paragrafo 2, del regolamento sull’energia elettrica».
La notizia sta ovviamente rimbalzando su tutti i principali media d’Oltralpe, da Le Monde a Le Figaro a Libération, ma ancora non viene commentata dai vertici istituzionali francesi.
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