Openjobmetis, notte da grande: stronca Milano e si prende il derby

Sotto di poco alla prima boa, sotto più nettamente a ridosso della pausa. Sotto anche a terzo quarto iniziato. Poi la metamorfosi: la Openjobmetis mette a terra un quarto d’ora finale clamoroso, si piglia la scena e si prende il 193° derby con Milano, sorprendendo (74-84) un’Olimpia forse troppo sicura di sé, certamente poco reattiva davanti a un’onda prealpina improvvisa e implacabile.
Un colpo notevole, quello messo a segno dai biancorossi che sul più bello hanno fatto tornare le paure di un’altra rimonta ma – questa volta – hanno riacciuffato l’inerzia della partita ritrovando il canestro proprio nel momento in cui Milano esauriva l’ultimo colpo di coda. E così, a fare festa nella notte milanese, sono state le centinaia di tifosi arrivati dal capo nord della A8, un po’ preoccupati in avvio ma poi sempre più caldi in un Palalido desolante a livello di tifoseria di casa. E allora anche sugli spalti Varese ha stravinto, e le due anime – quella sul parquet e quella sui gradoni – si sono unificate nella festa con, nel mezzo, Tazé Moore.
La guardia, invocata al grido di “MVP-MVP” è stato uno degli uomini della svolta, ha risvegliato un attacco troppo timido, tonificato la difesa e dato la carica, ma sarebbe ingiusto ascrivere a un singolo la vittoria. Perché Stewart ha giocato ancora da grande, Nkamhoua e Renfro – poco appariscenti nelle cifre – hanno dato un contributo cruciale così come Iroegbu e Librizzi, chirurgico. Ne abbiamo citati pochi, perché pochi ne ha usati Kastritis: il coach greco ha puntato grosso, e quando tutti si aspettavano un allungamento delle rotazioni (visto come erano finite le ultime due), lui le ha ridotte ancora. Togliendo minuti ad Assui, poco incisivo, e tenendo seduti i comprimari. Poteva andare molto male, è finita in gloria e anche lui ha chiuso tra i cori dei tifosi.
La vittoria al PalaLido rimette Varese in carreggiata, dopo che le fiamme dell’inferno-salvezza si erano riaccese alle spalle di Librizzi e soci. Ora però sarà fondamentale dare continuità al risultato contro due avversarie (Reggio e Trento) per lo meno alla portata. Altrimenti il blitz di Piazza Stuparich rimarrà una parentesi splendida in un cammino difficile. Ma dopo stasera, tutto l’ambiente è un po’ più fiducioso e unito: basti vedere la fotografia del nostro Mattia Martegani, andato a pescare l’abbraccio di Renfro a Toto Bulgheroni. Un momento laterale, ma bellissimo: tutti remano dalla stessa parte.
COLPO D’OCCHIO – Cornice disarmante al PalaLido dove Milano richiama solo 3.700 spettatori (dato ufficiale: sono sembrati di meno), per lo più silenziosi o giù di lì. Tanto che i tifosi varesini, in buon numero si fanno sentire eccome, anche sfruttando il tamburo suonato dalla mascotte di casa… In campo poche novità: Poeta lancia subito un quintetto potente con LeDay e Nebo sotto canestro e tiene caldi gli ex Mannion e Dunston presto in campo (ma largamente insufficienti, si scoprirà poi). Kastritis parte con i soliti cinque ridando fiducia a Moore dopo i capricci di domenica scorsa.
Moore esalta e si esalta: con lui e Stewart tutta Varese balla
LA PARTITA
Q1 – I minuti dell’impatto di Varese sono i migliori della prima metà di gara, con Iroegbu a dare ritmo e Moore a imbucare da fuori. L’Openjobmetis prova l’allungo sul 5-10 ma Milano inizia a macinare gioco, sia interno ed esterno, e sorpassa. Partita un po’ spezzettata e biancorossi ospiti che devono mangiarsi le mani fino ai gomiti per le otto palle perse, alcune banali (male Alviti). L’Olimpia ringrazia, trova l’unica tripla di Mannion e chiude avanti 19-15 al 10′.
Q2 – Il copione pare già scritto, nel senso che l’Armani si tiene avanti anche oltre la doppia cifra (37-25 il massimo divario) perché i cambi difensivi di Varese permettono a Milano, paziente, di aspettare il momento giusto per servire gattone LeDay o toro Nebo. E se il primo tentativo non va, ecco il lavoro a rimbalzo che dà all’EA7 palloni buoni da riconvertire. La OJM ha un merito, quello di non mollare e così, un po’ di colpo, la tripla di Nkamhoua sullo scadere del secondo periodo vale il 43-36: deficit ma con possibilità di risalita.
Q3 – Al rientro la squadra di Poeta si rimette di nuovo avanti anche se due guizzi di Renfro servito dai compagni danno fiducia. Poco dopo Alviti trova l’unica tripla della serata, un canestro che mette pepe alla partita perché da quel momento Moore (soprattutto) e Stewart iniziano a colpire in attacco. Ma è dietro che Varese fa la differenza: nel giro di pochi possessi Milano fa scadere per ben tre volte i 24”, anche dopo il primo timeout di Poeta e inizia a prendere paura. E poi la retroguardia bosina produce palle recuperate che valgono contropiedi facili per Alviti e Stewart, anche se uno di questi viene sprecato, con Ellis che in lunetta fa 62-63 alla mezz’ora.
Kastritis dopo il colpaccio: «Vittoria fondamentale, ora massima continuità»
IL FINALE
La seconda frustata varesina, allora, è ancora più potente: gli uomini di Kastritis attaccano l’area e segnano con le serpentine di Librizzi, Stewart e Moore scappando fino a +9 perché l’Olimpia a un certo punto non sa cosa fare. E quando fa qualcosa, si accontenta di tiri che non fanno male, fino a quando Shields e Guduric trovano due triple. Varese tentenna e si fa raggiungere a quota 74 ma questa volta sono gli altri a non trovare la stoccata finale. E così Stewart e Nkamhoua da sotto firmano il nuovo +4, Iroegbu e ancora Carlos non tremano in lunetta mentre dalla parte opposta c’è solo il tiro al piccione. E Moore svetta anche a rimbalzo mentre pochi metri più in là centinaia di varesini cominciano a ballare. Tazé si unisce a loro: 74-84, 0-10 di parziale negli ultimi minuti, meglio di così era difficile.
EA7 ARMANI MILANO – OPENJOBMETIS VARESE 74-84
(19-15, 43-36; 62-63)
MILANO: Ellis 3 (1-2, 0-2), Brooks 14 (2-3, 3-8), Shields 5 (1-1, 1-8), LeDay 15 (5-6, 1-3), Nebo 14 (4-7); Mannion 5 (0-2, 1-4), Ricci 2 (1-1, 0-1), Flaccadori 3 (0-1, 1-3), Guduric 13 (3-3, 1-4), Dunston (0-1). Ne: Tonut, Diop. All. Poeta.
VARESE: Iroegbu 13 (2-4, 2-5), Moore 21 (6-9, 2-5), Alviti 5 (1-1, 1-5), Nkamhoua 10 (3-6, 1-1), Renfro 5 (2-3); Stewart 18 (5-6, 1-4), Assui (0-2), Librizzi 12 (2-2, 2-3). Ne: Villa, Bergamin, Ladurner, Freeman. All. Kastritis.
ARBITRI: Attard, Bongiorni, Nicolini.
NOTE. Da 2: M 17-27, V 21-32. Da 3: M 8-33, V 9-25. TL: M 16-17, V 15-18. Rimbalzi: M 32 (13 off., Ellis 6); V 27 (7 off., Moore 8). Assist: M 16 (Mannion 4); V 18 (Iroegbu 5). Perse: M 21 (4 con 3); V 18 (Alviti 4). Recuperate: M 9 (Shields 3); V 8 (Alviti, Moore 2). Usc. 5 falli: nessuno. F. antisportivo: Moore. Spettatori: 3.708.
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