Moore esalta e si esalta: con lui e Stewart tutta Varese balla

STEWART 7,5 – Ci viene una curiosità. Ma cosa aveva in testa lo staff di Amburgo per usare con il contagocce Carlos e perdere tutte le partite a inizio stagione? Cavoli loro e buon per noi, perché Stewart a Milano si trasforma in una spada infuocata che trafigge a ripetizione la difesa milanese, all’inizio di metallo e alla fine di strutto. E distrutta. Forte ma anche intelligente: capisce che si possono portare a casa due punti per volta assaltando il ferro e non si accontenta del tiro da fuori.
ALVITI 6 – Il voto reale è sotto la sufficienza, ma dopo una partita così siamo più buoni di Madre Teresa. Una sola tripla – dopo svariati errori – che però serve un po’ a risvegliare l’ambiente e i compagni in biancorosso. Kastritis si fida più di lui che di Assui, lo tiene comunque in campo e Dado rispondo contribuendo alle azioni difensive “a tenaglia” che bloccano l’attacco ambrosiano. Però, Davide, la prossima volta serve continuità in attacco.
MOORE 8 (IL MIGLIORE) – Primo tempo più di studio che di carica, anche con qualche pallone buttato malamente al vento. Con lui si è sempre sul crinale: proseguirà bene o finirà nel burrone? Beh, stavolta Tazé si esalta ed esalta: trova punti in percussione e dalla media, toglie certezze ai diretti marcatori, mette il turbo ai compagni e torna Mooragano. 21 punti, 8 rimbalzi, il 57% al tiro. Passi di ballo, cori di giubilo, parole d’oro per i tifosi. In questa notte fantastica.
ASSUI 5 – Carta carbone con la partita contro Venezia: entra, incide poco, sbaglia un paio di scelte e Kastritis lo rimette a sedere. Ci si aspettava di vederlo tornare nella ripresa e invece no. Ma visto come è andata, ha ragione Ioannis.
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NKAMHOUA 7 – Doppia cifra risicata – 10 punti – e pochi rimbalzi. Eppure Olli è un fattore vero perché sta in campo a petto in fuori per tutta la partita, anche quando deve trovare il modo di disinnescare LeDay o Nebo o quando è chiamato a rincorrere i piccoli per provare a oscurare la visuale al momento del tiro. Nel finale imbuca da sotto un appoggio non così semplice, è un pezzo cruciale della rete difensiva che manda in tilt l’Olimpia.
IROEGBU 7 – Zitto zitto mette assieme cifre che risaltano nella nebbia milanese. 13 punti con 5 assist e 8 falli subiti, numeri che cancellano le imprecisioni e le indecisioni in regia che, comunque, ci sono. Bravo anche ad aspettare il suo turno, perché a un certo punto Varese gira bene e lui è accovacciato in panchina, ma quando rientra trova le mosse giuste.
LIBRIZZI 7 – Cinque tiri, quattro canestri: in totale fanno 12 punti, anche se quelli più interessanti arrivano con uno slalom davanti a Nebo. Logica vorrebbe che l’azione finisse con una stoppatona, la realtà invece lascia di stucco il pivottone di casa con Matteo che la infila in fondo al sacco. Reattivo, più tranquillo, non spende falli a caso e rimane concentrato dal primo all’ultimo minuto. Anche con lui viene scardinato il fortino di Poeta.
RENFRO 6,5 – In parallelo con Nkamhoua: non si rovina di falli e questo fa tutta la differenza del mondo, perché poi Nate è presente e concentrato quando va e viene per alternarsi con Olli a difesa del canestro. Piedi veloci a far girare la difesa e costringere Milano ad accelerare la rotazione di palla sul perimetro. Per un po’ funziona ma alla lunga anche loro perdono lucidità. E Renfro è cruciale a fare questo mestiere.
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