Paul Smith, giù ricavi e utili nel 2025. Ma resta ottimista sul 2026
Paul Smith ha depositato i conti relativi all’esercizio chiuso a giugno 2025. Nonostante le difficoltà, l’azienda ritiene di poter avviare una fase di ripresa nel corso dell’anno finanziario corrente.
Guardando ai numeri, l’utile lordo è diminuito del 7% attestandosi a 97 milioni di sterline (circa 113,5 milioni di euro), mentre la perdita operativa è salita a 10,8 milioni. La perdita ante imposte è aumentata fino a 16,7 milioni di sterline, rispetto ai 5,4 milioni registrati nell’esercizio precedente. Secondo la società, il peggioramento è legato soprattutto alla flessione dei ricavi, in particolare nel canale wholesale, calati più rapidamente rispetto alla capacità di ridurre e riallineare la struttura dei costi alla nuova strategia orientata maggiormente su retail ed e-commerce.
Nel complesso, il fatturato di gruppo è sceso dell’8%, fermandosi a poco più di 181 milioni di sterline. Le vendite combinate di retail ed e-commerce hanno registrato una contrazione del 3%, attestandosi appena sopra i 102 milioni. Il wholesale ha invece segnato un calo più marcato, pari al 16%, con ricavi scesi a 63 milioni di sterline. Le vendite retail a perimetro comparabile sono però cresciute leggermente, raggiungendo 102,3 milioni, nonostante una riduzione dell’8% del traffico nei negozi.
All’interno del canale diretto, l’e-commerce si è distinto per una performance positiva: le vendite online sono aumentate del 14% su base annua, confermando il ruolo sempre più centrale del digitale. Le vendite e-commerce dirette rappresentano oggi il 41% del totale retail, in forte crescita rispetto al 35% dell’anno precedente.
Per quanto riguarda l’esercizio finanziario in corso, che si concluderà il prossimo 30 giugno, l’azienda ha diffuso i dati relativi al cosiddetto “Golden quarter”. In questo periodo le vendite like-for-like nei flagship store, includendo l’e-commerce, sono aumentate del 4,2%, pari a circa 1,1 milioni di sterline rispetto all’anno precedente. L’e-commerce da solo ha registrato una crescita del 4,8%, mentre il Nord America si conferma il mercato più dinamico, con un incremento delle vendite del 18,2 per cento.
Secondo l’azienda, i consumatori stanno rispondendo positivamente alla nuova proposta del marchio. Europa e Stati Uniti hanno mostrato una crescita significativa, anche se il mercato americano resterà il principale focus strategico per il 2026.
Nonostante i segnali incoraggianti, il wholesale continua a rappresentare la parte più complessa del business. La società sta però implementando cambiamenti strutturali nella distribuzione per rendere il canale più efficiente e sostenibile nel lungo periodo. Tra i partner wholesale, Selfridges ha registrato performance particolarmente solide, con vendite in forte crescita su base annua, a dimostrazione della buona tenuta del marchio nei department store premium.
Infine, sul fronte manageriale, il team esecutivo è stato rafforzato con l’ingresso di Ewan Venters, ex CEO di Fortnum & Mason, nel ruolo di presidente esecutivo. Venters lavorerà accanto a Sir Paul Smith per guidare la strategia e rafforzare la disciplina commerciale.
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