Più veloce del settore delle batterie corre solo il rischio di approvvigionamento nei paesi europei

Febbraio 14, 2026 - 08:00
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Più veloce del settore delle batterie corre solo il rischio di approvvigionamento nei paesi europei

Nel 2025, il mercato globale delle batterie agli ioni di litio ha superato i 150 miliardi di dollari, facendo segnare un aumento del 20% rispetto al 2024. Si tratta di un dato importante perché le batterie sono ormai fondamentali non solo per le auto elettriche (che rappresentano il 70% della domanda), ma anche per lo stoccaggio di energia (15%) e le infrastrutture digitali (intelligenza artificiale e data center).

Come viene evidenziato in un nuovo report dell’Agenzia internazionale dell’energia (International energy agency, Iea), a determinare questi risultati positivi hanno contribuito diversi fattori, primo fra tutti il crollo dei prezzi: i costi delle batterie continuano infatti a scendere dopo le già poderose diminuzioni del 2024, facendo registrare nel 2025 un netto –8%. Le batterie Lfp (litio-ferro-fosfato) sono diventate la tecnologia dominante perché costano il 40% in meno rispetto alle alternative al nichel.

Nel 2025, si legge nel documento pubblicato dalla Iea, l’utilizzo globale delle batterie agli ioni di litio era sei volte superiore rispetto al 2020. E, guardando alla distribuzione tra auto elettriche, stoccaggio energia e infrastrutture digitali, la situazione rappresenta un profondo cambiamento rispetto a dieci anni fa: nel 2015, infatti quasi la metà della domanda globale di batterie proveniva dai dispositivi elettronici portatili, mentre nel 2025 questa quota è scesa al di sotto del 5%.

Dall’indagine realizzata dall’Agenzia internazionale dell’energia non emergono però solo luci, riguardo questo settore. Una prima ombra riguarda il fatto che la Cina mantiene una posizione di quasi monopolio, producendo oltre l’80% delle batterie mondiali nel 2025. E questo si riflette anche sui prezzi. Si è detto che i prezzi medi delle batterie sono diminuiti dell’8%, e questo grazie ai progressi nella produzione, ai miglioramenti nella chimica delle batterie e all’intensificarsi della concorrenza sul mercato globale. E il trend è stato seguito anche dai sistemi di accumulo di energia a batteria (Bess) che hanno registrato il calo più netto dei prezzi, con i prezzi medi globali nel 2025 scesi a un terzo dei livelli registrati nel 2020.

Ma al netto di ciò, allo stesso tempo le disparità regionali di prezzo si sono ampliate. Scrivono infatti gli autori del report che nel 2025 i prezzi dei pacchi batteria in Cina erano inferiori del 30% rispetto a quelli degli Stati Uniti e del 35% rispetto a quelli dell’Europa. «La competitività dei costi rimane una sfida fondamentale – si legge nell’analisi della Iea – Anche escludendo le misure di sostegno pubblico, i costi di produzione in Europa e negli Stati Uniti sono ancora superiori del 50% rispetto alla Cina, complicando gli sforzi per creare un’industria midstream competitiva. Il raggiungimento di livelli di efficienza produttiva paragonabili a quelli della Cina, dove la resa media supera abbondantemente il 90%, richiederà tempo e investimenti costanti». Viene infatti spiegato che quando un nuovo produttore avvia la propria attività, la quota di produzione non idonea alla vendita è spesso molto più elevata di quella necessaria per raggiungere la redditività. Per le regioni che non dispongono di una solida base industriale nel settore delle batterie, i progressi dipenderanno da investimenti pazienti, impegni a lungo termine e partnership con produttori esperti e paesi ricchi di risorse.

Tutto ciò si riflette ovviamente non solo su un divario dei prezzi, ma anche su rischi di fornitura e di dipendenza che l’Europa deve e, a meno di cambi di rotta, dovrà sempre più affrontare in futuro. Il report della Iea sottolinea infatti che esiste un forte squilibrio strutturale per quel che riguarda le batterie e i settori che da esse dipendono: oltre il 70% dei veicoli elettrici prodotti fuori dalla Cina dipende ancora da componenti o batterie cinesi. Le recenti restrizioni all’esportazione imposte da Pechino su materiali chiave evidenziano la vulnerabilità dei mercati occidentali e in particolare europei. Ciò rappresenta una sfida determinante a cui si dovrà trovare una soluzione, considerando che nonostante gli investimenti che si stanno facendo negli Stati Uniti e nei paesi dell’Ue, i costi di produzione rimangono fino al 50% più alti rispetto a quelli cinesi. Per diversificare la filiera, concludono gli analisti della Iea, servono cooperazione internazionale, innovazioni tecnologiche (come le batterie agli ioni di sodio) e investimenti a lungo termine per migliorare l’efficienza produttiva in questo settore.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia