Ponte Morandi, Egle Possetti: “I difensori degli imputati si arrampicano sugli specchi meglio di Spiderman”

Aprile 1, 2026 - 03:00
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Ponte Morandi, Egle Possetti: “I difensori degli imputati si arrampicano sugli specchi meglio di Spiderman”
egle possetti

Genova, “Sono bravissimi ad arrampicarsi sugli specchi al punto che Spiderman sembra un dilettante a confronto, ma non vediamo alcun elemento di novità in questa difesa”. Lo ha detto Egle Possetti, presidente del comitato ricordo vittime del Ponte Morandi, che oggi ha assistito alla seconda giornata dell’arringa difensiva degli avvocati di Giovanni Castellucci, principale imputato per il crollo del ponte Morandi per il quale la procura ha chiesto 18 anni e mezzo di carcere.

“Stanno cercando di riproporre i medesimi elementi, quelli relativi al vizio costruttivo, ed è di nuovo partito un attacco all’ingegner Morandi, che poi è stato uno di quelli che per primo ha segnalato gli allarmi sul ponte rimasti inascoltati” ha aggiunto Possetti secondo la quale il vizio costruttivo riscontrato sull’antenna della pila 9 del ponte Morandi avrebbe dovuto essere individuato visto che “non so se è uguale a quello della pila 11 ma visto che su quella pila erano state riscontrate gravi anomalie tanto che si era intervenuti e le tecniche utilizzare sono state le stesse per tutte le pile visto che sono state realizzate insieme avrebbero dovuto fare interventi seri su tutte”.

Per Possetti quindi “dal nostro punto di vista gli elementi sono solidi e crediamo veramente che il momento sia maturo per arrivare a sentenza”.

Oggi in aula ha parlato per il secondo giorno consecutivo l’avvocato Giovanni Paolo Accinni che ha ribadito come i costruttori sapessero di quel difetto e ha tirato nuovamente in ballo proprio il progettista Riccardo Morandi: “La corrosione che ha provocato il collasso del viadotto Polcevera si è sviluppata esclusivamente nel reperto 132 a causa di un rilevante difetto di costruzione la cui entità e gli effetti furono tali da essere ben visibili da parte degli operai e dal direttore dei lavori – ha detto Accinni che ha ricordato come i periti  abbiano detto come non si possa escludere che la circostanza fossa stata condivisa con il progettista e il direttore dei lavori per decidere l’azione da intraprendere.

Per l’avvocato inoltre “L’insistito richiamo da parte della Procura alla sentenza della Cassazione nella vicenda di Acqualonga, lungi dall’essere un punto di forza, è un guasto e un boomerang, per l’impianto d’accusa che evoca un precedente privo di alcuna rilevanza per questa vicenda”.

“Si tratta di una sentenza in cui, peraltro, il perimetro della responsabilità penale è stato talmente dilatato da finire per affermare la colpevolezza dell’amministratore delegato di un gruppo multinazionale per il mancato intervento su un bullone ammalorato di una singola barriera presente su una rete autostradale che si estende su tutto il territorio nazionale per circa 3.000 km” ha aggiunto. Per il difensore il punto resta che “il crollo del Morandi non ha nulla a che vedere con l’incidente di Acqualonga perché la corrosione nel punto dello strallo che ha ceduto non è la causa primigenia del crollo. Lo sono i vizi costruttivi occulti riscontrati solo dopo il crollo dai periti: vizi costruttivi occulti, commissivamente e dolosamente posti in essere da autori e coautori che sono rimasti ignoti nell’incompletezza dell’accertamento dell’attività d’indagine”.

“La ricostruzione dell’accusa cerca di obliterare la vera causalità materiale, vale a dire i vizi costruttivi, per sostituirla con una colpevolezza svuotata di contenuto. Si vorrebbe che tutto quanto avvenuto fino ai primi anni ’90 potesse servire solo quale elemento di prevedibilità a carico di chi è venuto dopo. Ma è una ricostruzione sprovvista di evidenze e non rispettosa della legge”. Sia ieri sia oggi il difensore ha ricordato come in 50 anni di vita del ponte nessuno dei tecnici esterni o interni ad Aspi chiamati a occuparsene, “abbia mai avuto il sospetto che fosse a rischio crollo”. Quindi “Il messaggio che vorrebbe che dell’evento rispondessero non i responsabili, ma chi non li ha scoperti, è un messaggio immorale”. Domani e giovedì sempre per Castellucci parleranno gli avvocati Sarah Bignazzi e Guido Carlo Alleva.

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Redazione Redazione Eventi e News