Porti, l’appello della Filt Cgil da Genova: “Nella riforma si parli di lavoro”. Rixi: “Regole da rivedere”

Genova. Nella riforma dei porti si parli anche di lavoro. È l’appello che arriva oggi da Genova in un convegno organizzato dalla Filt Cgil alla Sala Chiamata per parlare di lavoro temporaneo nei porti, quello regolato dall’articolo 17 della legge 84/94.
“Vogliamo ribadire la centralità del lavoro portuale, anche di fronte all’avanzare dei cambiamenti che stanno caratterizzando questo settore – spiega Stefano Malorgio, segretario generale della Filt Cgil -. Noi pensiamo che il lavoro, e in particolare il lavoro portuale, sia ancora centrale. Se ne parla troppo poco. I progetti di riforma del sistema, che ad oggi sono fermi e non abbiamo segnali che avanzeranno, non parlano di lavoro”.
“È evidente che abbiamo bisogno di rivedere alcune regole perché è cambiato il mondo e non si può agire ogni anno con deroghe al milleproroghe in finanziaria per mantenere in pareggio i conti delle compagnie – interviene il viceministro Edoardo Rixi -. Bisogna creare un sistema che in automatico faccia sì che i lavoratori abbiano una prospettiva di medio-lungo periodo. Io ho scelto una riforma di carattere parlamentare proprio per consentire di introdurre o meno nuovi elementi a seconda che si trovino delle condivisioni trasversali o meno. Per me è fondamentale che il paese discuta a 360 gradi di questa prospettiva, perché i porti non sono né di una forza politica né del governo, sono di tutto il Paese”.
Nel frattempo però si parla ancora di autoproduzione: “È una una scelta che qualcuno vorrebbe fare, ma che non può fare – sottolinea il console della Culmv Antonio Benvenuti – perché non è consentita e perché, quando ci hanno provato, poi allora si scatenano degli sociali che mettono in movimento un blocco del porto. Io credo che non sia interesse di nessuno far lavorare i marinai al posto dei portuali, come del resto noi portuali non facciamo i marinai. È un modo per ridurre dei costi, ma è un modo per stroncare un’organizzazione che funziona”.
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