Ricette, menu e cene speciali per la Tempi di Recupero Week

Chi segue con una certa passione il mondo della ristorazione e dell’enogastronomia ed è anche interessato al tema della sostenibilità certamente conosce l’associazione Tempi di Recupero. Gli aderenti – chef, osti, gelatieri, vignaioli, artigiani, bartender – formano una rete di persone che nel proprio modo di produrre cibo e fare ristorazione seguono principi ormai fondamentali come il corretto utilizzo degli ingredienti e la riduzione degli scarti. Ma non solo: l’impegno attivo nella diffusione della consapevolezza su questi temi, la partecipazione alle iniziative e alle attività programmate portano l’operato dell’associazione su un piano superiore, oltre la semplice gestione oculata dello spreco. La collaborazione tra soci, la sinergia con altri progetti e soggetti, il risalto che viene dato alla convivialità e all’inclusione completano un quadro che opera su tutti i fronti della sostenibilità: quello ambientale, quello sociale, quello economico.
La manifestazione pratica di questo manifesto consiste in un calendario sempre ricco di attività e iniziative, due particolarmente importanti: il Festival del Recupero, che si tiene solitamente a fine estate, e la Tempi di Recupero Week, evento invernale che si accinge a tornare proprio ora per la sedicesima edizione. Dal 31 gennaio all’8 febbraio dunque tutti gli aderenti all’associazione, e in particolare osti e ristoratori, daranno risalto all’iniziativa proponendo nelle proprie attività un piatto, una cena corale, un menu ispirato al principio fondante della Rete, sia esso inteso come recupero di ricette e sapori tradizionali o come utilizzo integrale degli ingredienti o ancora come approccio etico alla cucina, o tutte queste cose assieme.
Nelle parole di Carlo Catani, presidente di Tempi di Recupero, il senso di questa iniziativa: «La Tempi di Recupero Week è un momento di incontro e di racconto collettivo. Vogliamo dimostrare che il recupero è un atto creativo e culturale, capace di generare valore, consapevolezza e bellezza, partendo dal cibo e arrivando alle persone. Per noi la forza e i messaggi che si possono veicolare attraverso esperienze positive e piacevoli sono fondamentali».
Essere coinvolti nella Tempi di Recupero Week vuol dire anche dare il proprio contributo economico a progetti benefici: quest’anno parte dei proventi delle iscrizioni saranno destinati a chi opera per dare sostegno sanitario e alimentare alla popolazione palestinese.
I professionisti che vogliono partecipare all’iniziativa realizzando un piatto, un menu o una cena del recupero possono trovare le informazioni sul il sito dell’associazione, dove è presente anche una mappa interattiva che raccoglie tutte le attività aderenti. Tra queste Be Pasta a New York, che a inizio gennaio ha ospitato per l’anteprima dell’iniziativa una cena a quattro mani con Cesare Battisti, chef sempre molto attivo e presente per l’associazione, e Andrea Pancani (vi abbiamo raccontato tutto qui). Tornando in Italia, sono già moltissime le adesioni: da Ratanà e Trippa a Milano a Cucina Rambaldi a Torino, dalla Trattoria dell’Acciughetta a Genova all’Osteria Fondo a Cesena, dal pane di Tondo Forno a Milano e di Mamm Ciclofocacceria a Bologna al gelato di Paolo Brunelli a Senigallia.

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