Rogoredo, Salvini: “Se confermate accuse, da Cinturrino oltraggio a colleghi in divisa”

Febbraio 23, 2026 - 18:30
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Rogoredo, Salvini: “Se confermate accuse, da Cinturrino oltraggio a colleghi in divisa”

Il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, a margine della sua visita al Villaggio Olimpico, ha parlato del fermo all’agente Carmelo Cinturrino, in merito all’omicidio di Rogoredo.  “Penso soprattutto alle centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi in divisa che oggi sono per strada in tutta Italia, nelle stazioni, a rischiare la vita per salvare le vite. Quindi se fosse confermato il suo comportamento criminale, sarebbe un oltraggio ai suoi colleghi in divisa. Detto questo, chi sbaglia paga, se qualcuno sbaglia in divisa paga anche di più, perché io come tutti gli italiani, anzi come quasi tutti gli italiani, porto rispetto e stima e fiducia nelle forze dell’ordine. Se qualcuno invece usa la divisa per fare affari o per regolamenti di conto personali, non è degno di quella divisa”.

Con lo scudo penale per le forze dell’ordine che la Lega vuole introdurre nel pacchetto sicurezza, “non c’è l’iscrizione automatica nel registro degli indagati. Se ci sono evidenze di crimine è chiaro che, come in questo caso, si indaga e si arresta. A me semplicemente sta a cuore che chi indossa una divisa venga rispettato, visto che purtroppo c’è gente che parla di ‘sbirri assassini’, di ‘carabinieri da colpire’ e cerca di sabotare i treni e l’alta velocità per danneggiare l’Italia e gli italiani. Quindi non confondiamo una mela marcia con centinaia di migliaia di donne e di uomini che rischiano la vita per salvare le vostre e le nostre vite. Per quello che mi riguarda non deve essere automatico. Se è palese e lampante, la legittima difesa è un conto, in questo caso evidentemente c’è qualcosa che va oltre e le testimonianze dei suoi colleghi lo dimostrano. Tutti ci siamo fidati delle parole di quel poliziotto, i suoi colleghi in primis. Ma ben vengano le indagini che fanno uscire una mela marcia su cento”, ha aggiunto Salvini. 

 “Rifare il post in solidarietà del poliziotto? Assolutamente sì“. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, a margine della sua visita al Villaggio Olimpico a Milano, rispondendo a chi gli chiedeva se alla luce delle indagini sull’agente Carmelo Cinturrino, lo avrebbe rifatto.Salvini poche ore dopo la notizia della sparatoria a Rogoredo aveva scritto: “Tutti gli elementi che stanno emergendo dimostrano una più che legittima difesa da parte del poliziotto, costretto a reagire per proteggersi dalla minaccia di un criminale. Siamo convinti che l’inchiesta si chiuderà presto. Una preghiera per la vittima, tutto il nostro sostegno al valoroso poliziotto”. 

Piantedosi: “Da polizia rigore e professionalità”

Grazie alla Questura di Milano per il lavoro svolto con la Procura della Repubblica che ha consentito di fare chiarezza su quanto accaduto a Rogoredo. La Polizia di Stato ha al suo interno un patrimonio di principi e valori tali da essere in grado di affrontare anche casi molto dolorosi come questo, sempre dimostrando rigore, trasparenza, professionalità e senso dello Stato, con una fedeltà esclusiva alla legge. Dissi nell’immediatezza dei fatti che la vicenda sarebbe stata affrontata senza scudi immunitari per nessuno e così è stato. Le nostre forze di polizia infatti sono perfettamente in grado di fare giustizia anche al proprio interno”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi

Ronzulli (Fi): “Nessuna ombra su divisa, Polizia dimostra rigore

 “Esprimo la più ferma e netta condanna per le gravissime azioni attribuite al poliziotto accusato di omicidio volontario. Proprio per questo ritengo doveroso sottolineare come la Polizia di Stato abbia svolto le indagini con determinazione e senso dello Stato, nonostante le polemiche di chi riteneva non fosse opportuno farlo. Ha interrogato i propri uomini e, attraverso la Squadra Mobile, ha arrestato un proprio collega. Questo è un segnale forte e chiaro: la legalità non conosce favoritismi. Non sono stati fatti sconti. È stata dimostrata la volontà concreta di contrastare le ‘mele marce‘, con rigore e trasparenza. Perché l’errore di un singolo non può e non deve ricadere sull’intero Corpo, che gode di rispettabilità e merita di continuare a godere della fiducia dei cittadini. Anzi, quando a sbagliare è un uomo in divisa, il livello di severità deve essere ancora più alto. Per questo rivolgo i miei complimenti al Questore Bruno Megale e alla Polizia di Stato: hanno dimostrato che lo Stato è più forte di qualsiasi deviazione individuale e che la divisa si onora servendo la legge, non tradendola”. Così la senatrice di Forza Italia e vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli. 

Fratoianni (Avs): “Fare luce, più serietà dal governo”

 “Su Rogoredo occorre fare luce fino in fondo per verità e giustizia, e siamo certi che sarà così. Servirebbe però dal Governo Meloni, dai suoi ministri e dai parlamentari della destra più serietà di quanto hanno dimostrato finora”. Lo scrive su X Nicola Fratoianni, co-leader di Avs. “Per settimane – prosegue il leader di SI – hanno condotto una campagna vergognosa e cinica a reti tv unificate solo per una manciata di voti in più”.

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