Roma, 22enne ucciso a coltellate nel parcheggio di un centro commerciale a Cornelia: fermati tre giovani
Nella giornata di ieri, 22 febbraio, un ragazzo egiziano di 22 anni è morto accoltellato durante una lite fra spacciatori di fronte all’ingresso del centro commerciale Oviesse a Roma. È accaduto in piazza San Giovanni Battista de La Salle, in zona Aurelia. La vittima è stata colpita con un’arma da taglio al costato di fronte a numerosi testimoni. Nonostante l’arrivo tempestivo dei soccorsi, per il ragazzo non c’è stato più nulla da fare. I carabinieri del Nucleo investigativo hanno poi fermato tre uomini, la cui posizione è al vaglio. Si tratta di due connazionali del giovane rimasto ucciso, di 20 e 23 anni, e di un algerino di 19 anni.
Le indagini
Secondo quanto emerso dall’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, i tre sono arrivati sul posto insieme alla vittima e solo in un secondo momento sarebbe scoppiata una lite per motivi ancora da chiarire. A dare l’allarme sono state alcune persone che avrebbero assistito al litigio fra i quattro, quasi tutti con precedenti penali per reati di droga. L’ipotesi degli investigatori è che l’egiziano, che risultava tuttavia incensurato, possa essere rimasto coinvolto in una lite per una partita di stupefacenti non pagata o per altri contrasti. In un primo momento i due connazionali della vittima avrebbero anche cercato di prendere le sue difese. Poi la situazione è degenerata quando il 22enne è stato colpito a morte con un’arma da taglio. Le indagini proseguono per accertare le responsabilità e verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone.
La Circonvallazione Cornelia e il quartiere Aurelio vivono in un clima di tensione già denunciato dai residenti, che hanno chiesto più volte una maggiore presenza delle forze dell’ordine per scongiurare il rischio di risse. Come già segnalato in passato da alcuni residenti, un gruppo di giovani nordafricani avrebbe progressivamente occupato la zona, spingendo molti residenti a limitare le uscite serali.

Lo scontro politico
“Il quartiere è sotto assedio, serve una zona rossa e un cambio di passo immediato. Da mesi denuncio pubblicamente, con video, testimonianze e immagini documentate, la situazione di degrado e insicurezza che si vive quotidianamente nell’area di Cornelia: i residenti vivono nella paura, molti non riescono più a rientrare a casa serenamente”, ha dichiarato Daniele Giannini, già presidente dell’VIII Municipio e consigliere regionale della Lega.
Il segretario romano del Partito democratico Enzo Foschi ha poi replicato: “Capisco la rabbia e la delusione di un esponente di destra come Giannini per l’incapacità del governo Meloni e del ministro dell’Interno di garantire maggiore sicurezza ai cittadini. Ma a Cornelia non serve sciacallaggio: servono più agenti in strada e occorre liberare quel luogo dalla banda di spacciatori che lo tiene in ostaggio. Ripetutamente, la presidente del municipio, Sabrina Giuseppetti, aveva lanciato allarmi e, sul tema, incontrato il Prefetto. Di fronte a questi episodi è necessaria una piena collaborazione tra le istituzioni e una risposta chiara e risolutiva”.
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