Roma, cherubino con il volto di Meloni nella Basilica di San Lorenzo in Lucina. La premier: “Decisamente non somiglio a un angelo”
C’è un angelo con il volto della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, su un affresco al fianco del busto di Umberto II di Savoia nella basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma. Lo rivela Repubblica, evidenziando che sull’affresco, prima di un recente restauro, ci sarebbe stato un “cherubino generico“, che adesso invece avrebbe le sembianze della premier “alata, che regge un cartiglio con disegnato lo Stivale”. Dalla ricostruzione del quotidiano, il restyling non sarebbe opera dei restauratori professionali a cui erano affidati lavori in altre parti di una delle basiliche più antiche della Capitale, ma di Bruno Valentinetti, che “si presenta come sacrestano, ma anche decoratore” e che potrebbe essere lo stesso Valentinetti che nel 2008 fu “candidato nelle file de La Destra – Fiamma Tricolore nel primo municipio di Roma”. Secondo una testimone sentita dal quotidiano, l’uomo sarebbe un “volontario che è tutte le mattine in chiesa dalle 8 alle 12″.
L’ironia di Meloni: “No, decisamente non somiglio a un angelo”
“No, decisamente non somiglio a un angelo”. Lo scrive sui social, assieme a un’emoticon sorridente, la premier Giorgia Meloni, pubblicando l’immagine con il dettaglio dell’affresco che ritrarrebbe un cherubino con il suo viso all’interno della basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma.
Pd: “Giuli attivi Soprintendenza e avvii il ripristino”
“Chiediamo che il Ministro della Cultura Alessandro Giuli attivi immediatamente la Soprintendenza di Roma in merito alla notizia riportata da la Repubblica relativa al restauro della basilica di San Lorenzo in Lucina. Quanto emerso non è accettabile“, ha commentato, in una nota, la capogruppo del Pd in commissione cultura della Camera, Irene Manzi. “L’ipotesi che un intervento di restauro su un bene tutelato possa aver prodotto un’immagine riconducibile a un volto contemporaneo rappresenta una potenziale e grave violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che vieta alterazioni arbitrarie, personalizzazioni e interventi non strettamente fondati su criteri scientifici e storico-artistici. Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a letture improprie né tantomeno trasformato attraverso operazioni che ne compromettano l’autenticità e il valore storico. Indipendentemente dal fatto che si tratti del volto di Giorgia Meloni, riteniamo indispensabile un intervento immediato della Soprintendenza, finalizzato ad accertare i fatti, verificare la regolarità degli interventi effettuati e disporre il ripristino“, ha proseguito Manzi. “La tutela dei beni culturali è un dovere pubblico e una responsabilità istituzionale che non ammette ambiguità né ritardi“, conclude.
Oggi sopralluogo tecnici Soprintendenza
È atteso per oggi 31 gennaio il sopralluogo dei tecnici della Soprintendenza speciale di Roma alla Basilica di San Lorenzo in Lucina dove si trova l’affresco con l’angelo con il volto di Meloni. Lo apprende LaPresse. Ai funzionari è stata data l’indicazione di capire la natura dell’intervento fatto.
Il restauratore: “Somiglianza la inventate voi, io non la noto”
La somiglianza con il volto della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni? “Ve la inventate voi. Io non noto nessuna somiglianza, ho fatto solamente quello che c’era prima e basta”. Così Bruno Valentinetti, autore del restauro dell’affresco nella Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma, intercettato da LaPresse a proposito della somiglianza dell’angelo con il viso della premier. “Sono io che ho fatto il restauro e il lavoro è stato concluso qualche mese fa. Quello che vedete però c’era anche 25 anni fa perché io ho restaurato un’opera di 25 anni fa. Sapete cosa vuol dire restaurare? Significa rifare quello che c’era prima quindi 25 anni fa c’era quello che vedete oggi”, ha detto ancora assicurando che “c’è stato sempre l’assenso della Sovrintendenza perché il parroco” della Basilica “ha dato comunicazione e ha fatto vedere il mio curriculum”. “Ognuno ci vede quello che vuole. Se siete contenti, fatelo. È il volto di un angelo. Se mi sono ispirato a persone viventi? No, sono tutti morti”, ha aggiunto. “Ho ricavato il disegno dalla traccia che c’era prima. La somiglianza con Giorgia Meloni? Sono stati fatti altri nomi. C’è anche chi dice che l’altro angelo è Conte”, ha detto ridendo.
Parroco S. Lorenzo Lucina: “No vincoli, restauro con soldi privati”
Il restauro dell’affresco della cappella del Crocifisso, o delle Anime Sante del Purgatorio della basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma è stato finanziato all’interno della stessa chiesa “ma abbiamo avuto anche degli sponsor, associazioni e due fondazioni di cui però non posso dire nulla per motivi di privacy“. Così a LaPresse mons. Daniele Micheletti, parroco della basilica dopo il ‘caso’ dell’angelo con il volto di Giorgia Meloni. Per il restauro “ho avvisato la Soprintendenza, ma si è trattato solo di una comunicazione – ha spiegato – perché trattandosi di un affresco del 2000 non fa parte della tutela. La decorazione del 2000 non rientra nei beni tutelati. A domanda se, essendo la chiesa, di per sé soggetta a vincolo, questo non varrebbe anche per le nuove opere all’interno, mons. Micheletti ha affermato di essere “arrivato nel 2020, su quello che è avvenuto nel 2000 non saprei dire, bisognerebbe controllare gli archivi”.
Parroco S. Lorenzo in Lucina: “Angelo sembra Meloni ma autore nega”
“Il volto di Giorgia Meloni”, sull’angelo nell’affresco della Cappella del Crocifisso di San Lorenzo in Lucina, “Bruno Valentinetti mi assicura che non fosse nelle sue intenzioni mettercelo, né nell’opera originale nel 2000, né nel restauro. Detto questo, dopo averlo visto, sembra lei, è innegabile”. Così a LaPresse mons. Daniele Micheletti, parroco della basilica, dopo il ‘caso’ dell’angelo con il volto della premier. Sui motivi del restauro, don Micheletti ha spiegato che “quando sono arrivato le decorazioni erano rovinate, a causa delle infiltrazioni di acqua piovana e anche di acqua di risalita. Quindi ho chiesto sempre a Valentinetti di ripristinarle”.
Vicariato: “Indagheremo su quanto successo in S. Lorenzo in Lucina”
“Non conoscevamo la vicenda e stiamo cercando di indagare. Non eravamo a conoscenza di quanto successo“. Lo riferiscono a LaPresse fonti del Vicariato di Roma in merito a quanto avvenuto nella basilica di San Lorenzo in Lucina in riferimento al restauro di un volto di un angelo reso con le fattezze di Giorgia Meloni.
Vicariato: “Modifica volto angelo è iniziativa del restauratore”
Riguardo al restauro della decorazione pittorica della cappella del Crocifisso nella chiesa di San Lorenzo in Lucina a Roma la “modifica del volto del cherubino è stata un’iniziativa del decoratore non comunicata agli organismi competenti”. Così il Vicariato di Roma in una nota in cui precisa che “sia la Sovrintendenza sia l’ente proprietario (Fec), oltre all’Ufficio per l’edilizia di culto del Vicariato di Roma, erano al corrente dal 2023 di un’azione di restauro “senza nulla modificare o aggiungere” (dalla mail condivisa) sull’affresco in questione di recente fattura (anno 2000)”. “Il Vicariato si è impegnato ad approfondire la questione con il parroco monsignor Daniele Micheletti e a valutare eventuali iniziative”, conclude la nota.
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