Tassa sulla salute, Astuti e Orsenigo: “Regione chieda l’abrogazione”

La discussione sulla cosiddetta «tassa salute» per i lavoratori frontalieri approda nell’aula del Consiglio regionale. Martedì prossimo verrà esaminata una mozione, presentata dai consiglieri del Partito Democratico Samuele Astuti e Angelo Orsenigo, che invita la Giunta a un confronto con il Governo per riconsiderare la norma nazionale. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di fare chiarezza sull’applicazione del contributo sanitario, cercando una soluzione che tuteli l’equilibrio dei rapporti con la Svizzera e la stabilità dei comuni di confine.
Il nodo dell’accordo fiscale 2020
Al centro della riflessione dei consiglieri c’è il rispetto dei termini stabiliti dall’accordo bilaterale del 2020 tra Italia e Svizzera. Secondo quanto previsto dall’intesa, i «vecchi frontalieri» dovrebbero essere assoggettati all’imposizione fiscale solo nel Paese in cui lavorano. Per i firmatari della mozione, l’introduzione di un nuovo prelievo calcolato sul reddito potrebbe sovrapporsi a quanto già versato dai lavoratori oltre confine, creando una situazione di incertezza normativa che necessita di un chiarimento ufficiale.
La tutela dei servizi nei comuni di frontiera
Un altro punto sollevato riguarda la gestione dei ristorni, ovvero le somme che la Svizzera restituisce all’Italia per sostenere i servizi pubblici nei comuni dove risiedono i lavoratori. La preoccupazione espressa da Astuti e Orsenigo è che l’introduzione della tassa possa portare a un ricalcolo di questi trasferimenti. Un eventuale calo delle risorse, sottolineano i consiglieri, rischierebbe di pesare sui bilanci delle amministrazioni locali, che utilizzano questi fondi per garantire le prestazioni essenziali ai cittadini del territorio.
Un confronto tra Regioni e Governo
La mozione chiede alla Regione Lombardia di farsi portavoce presso il Governo per valutare l’abrogazione della norma o, quantomeno, per sospenderne l’applicazione in attesa di un coordinamento più efficace tra le diverse regioni di confine. Viene citato il caso del Piemonte, dove sono emerse riflessioni analoghe sulla necessità di non procedere autonomamente, puntando invece su un dialogo costruttivo che garantisca uniformità di trattamento per tutti i lavoratori dell’area di confine e stabilità per le comunità locali.
«Chiediamo impegni precisi – spiegano Samuele Astuti e Angelo Orsenigo, consiglieri regionali del Pd – affinché la Giunta solleciti il Governo al rispetto dell’accordo del 2020. È importante evitare passi che possano mettere a rischio la stabilità dei rapporti con la Svizzera e la tenuta economica dei nostri Comuni».
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