Tecnologie pulite, arriva ampliamento incentivi alle imprese per il 2026

Febbraio 3, 2026 - 16:00
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Tecnologie pulite, arriva ampliamento incentivi alle imprese per il 2026

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Contratti di sviluppo: più tecnologie ammissibili e nuove scadenze per lo sportello “Net Zero, rinnovabili e batterie”.


L’Italia accelera sul fronte della transizione ecologica e industriale, rafforzando gli strumenti di sostegno agli investimenti produttivi legati alle tecnologie pulite. Con il decreto direttoriale del 15 gennaio 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy interviene in modo significativo sullo sportello agevolativo “Net Zero e Rinnovabili e Batterie”, ampliando l’elenco delle tecnologie finanziabili e fissando il termine finale per la presentazione delle domande.

L’intervento si inserisce nel quadro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), in particolare nell’ambito dell’Investimento M2C2-5.1, e tiene conto dell’evoluzione della normativa europea sugli aiuti di Stato a favore dell’industria green. L’obiettivo è duplice: rafforzare la capacità produttiva nazionale nelle filiere strategiche della decarbonizzazione e garantire un utilizzo efficace delle risorse disponibili entro le tempistiche imposte dall’Unione europea.

Un quadro normativo aggiornato per sostenere la transizione industriale

La principale novità introdotta dal decreto riguarda l’allineamento della disciplina nazionale al nuovo contesto unionale, in particolare alle disposizioni contenute nel Clean Industrial Deal State Aid Framework (CISAF). Questo aggiornamento consente di includere tra i beneficiari delle agevolazioni un numero più ampio di tecnologie considerate essenziali per la transizione verso un’economia climaticamente neutra.

Lo sportello agevolativo, già operativo dal giugno 2024 nell’ambito dei Contratti di sviluppo, viene così potenziato per rispondere alle esigenze di un tessuto produttivo chiamato a investire in innovazione, sostenibilità e autonomia energetica.

Ampliamento delle tecnologie pulite finanziabili

A partire dal 19 gennaio 2026, le imprese possono presentare domande di agevolazione per programmi di sviluppo finalizzati al rafforzamento della capacità produttiva delle tecnologie pulite individuate dalla sezione 6 del CISAF. Si tratta di ambiti strategici che spaziano, ad esempio, dalle energie rinnovabili alle batterie, fino alle soluzioni avanzate per la riduzione delle emissioni.

L’accesso alle agevolazioni resta comunque subordinato ai vincoli propri delle risorse PNRR, che impongono criteri stringenti sia in termini di ammissibilità sia di tempistiche di realizzazione degli investimenti. In questo contesto, il decreto introduce disposizioni di maggior favore per i Contratti di sviluppo coerenti con le finalità del decreto ministeriale del 24 novembre 2025, ampliando le possibilità di scelta per le imprese proponenti.

Contratti di sviluppo: modalità di presentazione delle domande

Le istanze di agevolazione devono essere presentate esclusivamente in via telematica, utilizzando la modulistica messa a disposizione nell’area dedicata ai Contratti di sviluppo sul sito di Invitalia. La procedura resta centralizzata e orientata a garantire trasparenza, uniformità di valutazione e rapidità istruttoria.

Le agevolazioni possono essere concesse secondo le modalità già previste dal decreto del 14 giugno 2024 oppure, su richiesta dell’impresa, secondo il regime introdotto dal decreto del 24 novembre 2025, collegato allo specifico schema di aiuti riconosciuto dalla Commissione europea per la manifattura legata alle tecnologie pulite.

Agevolazioni e limiti: cosa resta invariato

Nonostante l’ampliamento delle opportunità, il decreto conferma tutti i limiti e le condizioni già stabiliti dalla normativa precedente. Restano dunque fermi i criteri di selezione, le intensità massime di aiuto e gli obblighi di rendicontazione previsti per gli interventi finanziati con risorse PNRR.

Questa scelta risponde all’esigenza di mantenere un equilibrio tra flessibilità operativa e rispetto delle regole europee, evitando il rischio di disimpegno automatico delle risorse a causa di ritardi o irregolarità.

Scadenze: fissato il termine finale per le domande

Uno degli elementi più rilevanti del decreto è la definizione di una data certa per la chiusura dello sportello. A partire dal 21 aprile 2026, non sarà più possibile presentare domande di agevolazione né sullo sportello “Net Zero e Rinnovabili e Batterie” né su quello dedicato agli investimenti per la sostenibilità dei processi produttivi, disciplinato dalla circolare direttoriale dell’ottobre 2024.

Il provvedimento introduce inoltre una clausola di salvaguardia che consente all’Amministrazione di anticipare la chiusura dei termini qualora le risorse disponibili dovessero essere interamente assorbite prima della scadenza naturale. Un aspetto che rende fondamentale una tempestiva pianificazione da parte delle imprese interessate.

Un’opportunità strategica per le imprese italiane

L’ampliamento delle tecnologie ammissibili e il rafforzamento del quadro agevolativo rappresentano un’occasione concreta per sostenere investimenti ad alto contenuto tecnologico, favorendo la competitività del sistema produttivo nazionale in settori chiave per il futuro industriale del Paese.

Allo stesso tempo, la definizione di una finestra temporale ben delimitata impone alle imprese di accelerare i processi decisionali, dotandosi di progetti solidi e coerenti con gli obiettivi di sostenibilità ambientale ed economica fissati dal PNRR.

Il testo del decreto

Qui il documento completo.

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