Memoria vietata a scuola: polemiche dopo lo stop all'evento per vittime strage di Cutro

Febbraio 16, 2026 - 13:30
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Memoria vietata a scuola: polemiche dopo lo stop all'evento per vittime strage di Cutro

lentepubblica.it

Steccato di Cutro, la memoria negata a scuola: polemica sull’evento bloccato dal dirigente, stop all’iniziativa per ricordare la tragedia del 26 febbraio 2023.


Il 25 febbraio avrebbe dovuto essere una giornata di riflessione e confronto all’interno dell’Istituto Polo Tecnico Professionale “A.M. Barlacchi – A. Lucifero” di Crotone. Al centro dell’incontro, intitolato “Steccato di Cutro, una ferita aperta – il valore dell’umanità”, il ricordo del naufragio avvenuto il 26 febbraio 2023 lungo le coste calabresi, costato la vita a 94 migranti, tra cui numerosi bambini.

L’iniziativa prevedeva la partecipazione di studenti, docenti e rappresentanti sindacali, tra cui la segretaria generale della Flc Cgil, Gianna Fracassi, il segretario generale Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, e il segretario della Flc Cgil Calabria, Alfonso Marcuzzo.

L’evento, tuttavia, non si terrà. Il dirigente scolastico Girolamo Arcuri ha deciso di non autorizzare l’iniziativa, motivando la scelta con la “mancanza di contraddittorio”.

Una decisione che ha acceso un acceso dibattito, non solo in ambito scolastico ma anche nel più ampio contesto pubblico e sindacale.

La motivazione: “mancanza di contraddittorio

Secondo quanto emerso, il provvedimento del dirigente si fonderebbe sull’applicazione di una circolare del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che richiede il rispetto del principio del pluralismo nelle iniziative organizzate all’interno delle scuole. In particolare, viene previsto che eventi di natura potenzialmente “controversa” debbano garantire un confronto tra posizioni differenti.

Una linea interpretativa che ha portato alla sospensione dell’incontro, ritenuto privo di un adeguato contrappeso dialettico.

La voce degli studenti: “Non dipende da noi

A commentare la decisione è intervenuta Adriana Podella, rappresentante degli studenti dell’istituto, che ha chiarito come l’adesione a iniziative di questo tipo non sia frutto di una scelta autonoma della componente studentesca.

Un’affermazione che sposta il focus su un punto centrale: quanto spazio decisionale hanno realmente gli studenti nell’organizzazione di momenti di approfondimento su temi civici e sociali?

La scuola, per sua natura, dovrebbe rappresentare il luogo privilegiato del dibattito, della crescita critica e dell’educazione alla cittadinanza attiva. E proprio su questo terreno si inserisce la contestazione mossa dal sindacato.

La replica della Cgil: “Chi dovrebbe rappresentare il contraddittorio?

Durissima la presa di posizione di Cgil e Flc, che parlano di scelta incomprensibile e formalistica.

Il nodo sollevato è di natura etica prima ancora che giuridica: di fronte a una tragedia umana di tale portata, chi potrebbe assumere il ruolo di controparte? Chi dovrebbe legittimamente esprimere una posizione alternativa rispetto al ricordo di 94 vite spezzate in mare?

Secondo il sindacato, equiparare una commemorazione a un’iniziativa politica suscettibile di contrapposizione dialettica rischia di svuotarne il significato più profondo. “Ricordare non è un atto di parte. Commemorare non è propaganda”, sottolineano in una nota.

La posizione espressa va oltre il caso specifico e tocca un tema più ampio: la distinzione tra memoria collettiva e attività di indirizzo politico.

Il ruolo costituzionale della scuola

Nella nota diffusa, le organizzazioni sindacali richiamano il ruolo costituzionale dell’istituzione scolastica. La scuola – si legge – è presidio di formazione critica, educazione civica e costruzione della memoria condivisa.

Negare uno spazio di approfondimento su un evento che ha segnato profondamente la comunità crotonese, sostengono, significa sottrarre agli studenti un’occasione di consapevolezza e responsabilità.

Il naufragio di Steccato di Cutro non è stato un fatto astratto o distante: ha inciso direttamente sul territorio, sulla percezione della sicurezza, sulla coscienza civile di un’intera regione.

In questo senso, impedire una riflessione pubblica all’interno di un istituto scolastico locale appare, agli occhi dei promotori, come un arretramento culturale.

Tra pluralismo e memoria: un equilibrio difficile?

Il principio del pluralismo è uno dei cardini dell’ordinamento democratico. Garantire il confronto tra idee diverse rappresenta una tutela fondamentale contro ogni forma di indottrinamento.

Tuttavia, la questione sollevata dal caso di Crotone impone una riflessione: esistono ambiti in cui la richiesta di contraddittorio rischia di trasformarsi in un automatismo burocratico?

Applicare indistintamente la logica del bilanciamento formale anche a eventi commemorativi potrebbe generare paradossi. Il rischio è quello di equiparare la memoria di una tragedia a una discussione politica ordinaria, introducendo un filtro che finisce per limitare momenti di educazione civica.

Il dibattito resta aperto e investe direttamente l’autonomia scolastica, la libertà di insegnamento e l’interpretazione delle direttive ministeriali.

Un segnale che va oltre il singolo episodio

La vicenda assume un valore simbolico che supera i confini dell’istituto coinvolto.

In un contesto nazionale in cui il rapporto tra scuola e temi sensibili – migrazioni, diritti, memoria storica – è sempre più oggetto di tensione, la decisione di bloccare un evento dedicato a Steccato di Cutro appare come un segnale significativo.

La domanda che molti si pongono è se la ricerca di neutralità stia scivolando verso una forma di prudenza eccessiva, capace di comprimere la dimensione critica della formazione.

L’appello a riconsiderare la scelta

Nella parte finale della loro presa di posizione, Cgil e Flc auspicano un ripensamento da parte dell’istituto. Restituire alla scuola il ruolo di spazio aperto al dialogo e alla memoria condivisa, sostengono, è una responsabilità che non può essere elusa.

“La memoria non ha bisogno di contraddittorio. Ha bisogno di rispetto” – è il passaggio conclusivo della nota sindacale.

Una frase che sintetizza il cuore della controversia e che continua ad alimentare il confronto pubblico.

Un precedente destinato a far discutere

La decisione del dirigente scolastico di Crotone potrebbe costituire un precedente rilevante nel panorama scolastico italiano.

Se la commemorazione di una tragedia locale viene ricondotta alla categoria delle iniziative da bilanciare con posizioni contrapposte, quali saranno i confini futuri dell’educazione civica?

Il caso di Steccato di Cutro riapre un interrogativo cruciale: la scuola deve limitarsi a garantire equilibrio formale oppure deve farsi carico anche della costruzione di una memoria condivisa, soprattutto quando riguarda drammi che hanno colpito direttamente il territorio?

La risposta non è solo amministrativa, ma culturale.

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