Teleriscaldamento, la commissione dice sì: Varese punta al salto tecnologico con un nuovo gestore privato

La Commissione Ambiente del Comune di Varese ha approvato questa sera, 17 febbraio, la delibera che qualifica il teleriscaldamento come servizio di pubblica utilità e individua nel project financing il modello gestionale per affidarlo a un concessionario privato. Il voto — sette favorevoli e tre astenuti — chiude una prima fase istruttoria e spedisce il dossier al Consiglio Comunale per l’approvazione definitiva.
Una rete che ha quarant’anni e una concessione scaduta
Il teleriscaldamento varesino esiste dal 1987 e serve oggi circa 10.000 abitanti tra privati, aziende e uffici pubblici, principalmente nella zona di Giubiano e viale Borri, nelle vicinanze della centrale di via Ottorino Rossi. La concessione amministrativa che ne regolava la gestione è scaduta alla fine del 2025, e l’amministrazione ha scelto di non rinnovarla alle vecchie condizioni, ma di ripartire da un modello completamente rinnovato.
Il sindaco Davide Galimberti ha illustrato alla commissione le ragioni della scelta: «Affidare la rete — ora di proprietà comunale — a un gestore privato tramite concessione significa trasferire i rischi operativi, sia per la costruzione che per l’implementazione della rete, al concessionario, liberando il Comune da oneri che altrimenti ricadrebbero sulla collettività». Una manifestazione di interesse aveva già registrato la risposta di più operatori, inclusi i principali player nazionali del settore.
Il progetto: efficienza, fotovoltaico e fondi del PNRR
Il nuovo impianto dovrà fare un salto tecnologico netto rispetto a quello degli anni Ottanta. Tra le migliorie previste ci sono sistemi di recupero del calore, integrazione con impianti fotovoltaici e solare termico — già parzialmente in uso — e la possibilità di accedere a finanziamenti del PNRR e a bandi del Ministero dell’Ambiente e della Regione Lombardia dedicati alla sostenibilità energetica.
Il sistema tariffario sarà collegato ai parametri fissati dall’ARERA, l’autorità nazionale di regolazione del settore che, come ha ricordato il presidente della commissione Dino De Simone «è competente per evitare speculazioni a carico degli utenti». Sul combustibile attualmente utilizzato, De Simone ha chiarito che si tratta di gas naturale e solare termico. Quella che è stata categoricamente escluso è l’ipotesi di un termovalorizzatore, sollevata dal consigliere della Lega Parravicini: il sindaco su questo punto è stato categorico.
Il dibattito: costi, estensione della rete e futuro urbanistico
Il confronto tra i commissari ha toccato diversi nodi. Roberto Parravicini (Lega) ha sollevato la questione dei costi per gli utenti, notando che il teleriscaldamento può rivelarsi più caro delle caldaie tradizionali; Domenico Esposito (Forza Italia) ha chiesto esplicitamente se il Comune ci guadagnerà economicamente. Il sindaco ha risposto che il primo beneficio è ambientale, mentre l’entità di eventuali canoni concessori sarà nota solo dopo l’esame dei business plan dei partecipanti alla gara. Esposito, non soddisfatto della risposta, ha annunciato la propria astensione.
Eugenio De Amici (Fratelli d’Italia) ha posto una questione tecnica rilevante: l’estensione della rete oltre la barriera ferroviaria e l’integrazione con le comunità energetiche. Ha anche avvertito che l’efficienza del teleriscaldamento dipende in larga misura dall’efficienza degli edifici collegati: se i palazzi disperdono calore, il vantaggio si riduce. De Simone ha condiviso l’analisi, sottolineando però che la centralizzazione della produzione di calore garantisce comunque un controllo ambientale superiore rispetto a migliaia di caldaie private.
Sul tema dell’espansione, il sindaco ha spiegato che la coincidenza tra il rilancio del teleriscaldamento e la redazione del nuovo Piano di Governo del Territorio offre l’opportunità di pianificare insieme sviluppo urbanistico e infrastruttura energetica, guardando alle zone dove è prevista la maggiore crescita demografica.
Il voto e i prossimi passi
Il punto è stato approvato con i voti favorevoli dei consiglieri di maggioranza Dino De Simone (Progetto Concittadino, Michele Di Toro (PD), Maria Paola Cocchiere (Varese Praticittà), Guido Bonoldi (Lavoriamo per Varese) e Luca Paris (Gruppo Misto), ma anche dei consiglieri di minoranza Eugenio De Amici e Franco Formato, rappresentanti rispettivamente di Fratelli d’Italia e di Varese Ideale. Si sono astenuti invece Roberto Parravicini (Lega), Domenico Esposito (Forza Italia) e e Roberto Puricelli (Grande Varese).
La delibera passa ora al Consiglio Comunale. Una volta ottenuto il via libera, l’amministrazione avvierà la procedura concorsuale vera e propria per l’individuazione del gestore.
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