Tutte le volte che Nino Di Matteo ha parlato di “sistema para-mafioso” al Csm
Per il Guardasigilli Carlo Nordio il sorteggio introdotto dalla sua riforma della giustizia romperà il "meccanismo 'para-mafioso'" dell'attuale sistema correntizio all'interno del Consiglio superiore della magistratura. E nonostante le critiche giunte dall'opposizione e dall'Anm, il ministro non intende cambiare versione. Anche perché, come ha precisato lui stesso, non ha fatto altro che citare quanto già espresso più volte da Nino Di Matteo, sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia, grande architetto del processo sulla presunta trattativa stato-mafia e già consigliere del Csm: non di certo un sostenitore del Sì al referendum. A detta sua, infatti, la riforma Nordio è "contro i magistrati, contro l’autonomia e l’indipendenza della magistratura".
Da pm antimafia, Di Matteo nel 2019 al Corriere della Sera ha detto che "l’appartenenza a una cordata è l’unico mezzo per fare carriera e avere tutela quando si è attaccati e isolati, e questo è un criterio molto vicino alla mentalità e al metodo mafioso". In quello stesso anno, affermò nuovamente la sua posizione all'assemblea dell'Anm. Nel denunciare "la degenerazione clamorosa del correntismo", giudicò "molto vicino alla mentalità e al metodo mafioso" il fatto che l'appartenenza a una cordata di magistrati fosse diventata "l'unica possibilità di sviluppo di carriera e di tutela nei momenti di difficoltà" per un magistrato.
Nel 2020, il procuratore ha ribadito il concetto in televisione. Intervistato su La7 arrivò addirittura a parlare di “metodo mafioso” per descrivere la degenerazione delle correnti: "Lo dissi allora, lo ripeto ancora, e adesso che sono stato elettto al Csm la mia battaglia sarà sempre quella di cercare di dare un taglio netto a questa mentalità", affermò davanti alle telecamere.
Sul punto è intervenuto lo stesso Di Matteo: "A coloro i quali, in queste ore, cercano di strumentalizzare il mio pensiero, voglio precisare che, proprio perché ho sempre contrastato la degenerazione del sistema di autogoverno per le improprie ingerenze di correnti e cordate – ha detto il magistrato – oggi ho le mani ancora più libere nel denunciare che questa riforma costituzionale, invece di risolvere il problema, finisce per aggravarlo, accentuando il rischio di un, sempre più stringente, controllo politico sul Csm e sull'intera magistratura. Con grave rischio per la tutela delle garanzie e dei diritti di ogni cittadino", ha concluso.
Parlando di sistema "para-mafioso", le parole del ministro Nordio appaiono oggi anche meno forti e crude di quelle pronunciate più volte da Di Matteo. "Lui parlò di ‘mentalità e metodo mafioso’. Altri esponenti del ‘partito del No’ si sono espressi, a suo tempo, in modo anche più brutale. Ne faremo un elenco e lo pubblicheremo”, ha commentato il Guardasigilli dopo le reazioni alle sue dichiarazioni.
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