Uomo che cade, il testo della canzone di Tredici Pietro a Sanremo 2026
Uomo che cade, il testo della canzone di Tredici Pietro al Festival di Sanremo 2026.
L’imbarazzo che ci sarà tra noi due questa sera
Sarà bellissimo, lo aspetto come l’ultima cena
Sarai bellissima, ma è il minimo che aspetto da te
Sarà anche colpa del tuo aspetto, ma di me non ho rispetto
E mi sporco, sotto la pelle
Ho gli interni neri come una Mercedes
Tu ti sporchi a restare con me e chiusa in uno specchio c’è
tutto il tuo riflesso cambi forma alle parole come fumo alle feste
muovi tutto ciò che hai attorno come un dio della notte
io per te potrei anche perdermi in un gioco di niente
ma se ti farà male allora non pensare
Chiudimi la porta in faccia
Se rivedermi piangere un po’ ti rilassa
Dimmi che hai troppe cose da dire, cose da fare, fogli bruciare
Per rimanere fermo a guardare
Un uomo che cade, l’uomo che cade
Se solo tu
Se solo sapessi che voglio soltanto che resti
Andassi via
Di questi palazzi non vedo che spenti riflessi
Dalla città (dalla città) che non riposa mai (che brucia ormai)
Forse sapresti chi sei
Tu sei la fine del film, la grande esplosione
Sei la notte che conquista il giorno, un nuovo colore
Sei la lama trafitta e io il tuo polmone
Ma se ti farà male allora non pensare
Rip. ritornello
E faccio un’altra figuraccia
Come un bambino scivolato in una piazza
A volte siamo bravi a sparire
per non rischiare di farci male
se guardi su c’è un uomo che cade,
l’uomo che cade, un altro che cade
Se solo tu
Andassi via
Dalla città che fotte l’anima
Forse potresti
Si, forse puoi
Rip. ritornello
E faccio un’altra figuraccia
Come un bambino scivolato in una piazza
A volte siamo bravi a sparire
per non rischiare di farci male
se guardi su c’è un uomo che cade,
l’uomo che cade, un altro che cade
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