Amazon Fire TV, stop alle app non autorizzate: ora il blocco è totale

Febbraio 5, 2026 - 09:00
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Amazon Fire TV, stop alle app non autorizzate: ora il blocco è totale

Negli ultimi mesi Amazon ha alzato sempre di più l'asticella dei controlli su Fire TV, ma il cambio introdotto ora segna un punto di svolta. L'azienda ha iniziato a impedire l'installazione delle app ritenute legate alla pirateria, bloccandole ancora prima che possano avviarsi.

La mossa arriva dopo una serie di interventi graduali: prima semplici avvisi, poi veri e propri blocchi in fase di apertura delle app. Ora, però, la porta si chiude già all'ingresso.

Il nuovo sistema agisce direttamente durante l'installazione: i pacchetti con nomi considerati sospetti vengono fermati e non arrivano più a comparire nella schermata delle app. Questo rende impossibile usare strumenti di clonazione direttamente sul dispositivo per aggirare i controlli, pratica molto diffusa tra gli utenti più tenaci.

In passato Amazon aveva già rimosso dal proprio store un'app di clonazione, rendendo la procedura più scomoda. Ora, impedendo l'installazione delle app bloccate, questi strumenti non possono nemmeno analizzare il file originale perché non è presente sulla Fire TV.

Il risultato, però, cambia poco per chi vuole continuare a usare applicazioni non autorizzate. La clonazione può avvenire anche prima dell'installazione, tramite strumenti esterni o siti che modificano direttamente gli APK. Inoltre circolano già versioni pre-modificate di molte app finite nella lista nera che, almeno per ora, non rientrano nei filtri di Amazon.

Le reazioni della community mostrano un clima teso. Alcuni utenti raccontano episodi di ripristino di fabbrica avvenuti senza preavviso, con Fire TV rimasti bloccati durante la procedura guidata perché impossibilitati a evitare gli aggiornamenti richiesti. Altri riferiscono Fire TV che dichiarano app "incompatibili" quando collegate a una TV con Fire OS integrato.

Molti commenti criticano l’ingerenza di Amazon nel definire cosa può essere installato su un dispositivo acquistato regolarmente, mentre altri difendono il blocco come tentativo di contrastare l’uso illecito dei contenuti. La discussione tocca anche il tema dei dispositivi venduti in perdita e ripagati attraverso pubblicità e servizi, punto centrale per chi sostiene che Amazon voglia proteggere il proprio modello di business.

L’utente acquista l’hardware, ma non il software, soggetto ai termini d’uso che prevedono la possibilità di bloccare o rimuovere applicazioni. Una posizione contestata da chi vorrebbe bootloader sbloccabili o alternative al sistema operativo proprietario.

Il quadro che emerge è quello di un ecosistema sempre più chiuso, con utenti che valutano la migrazione verso Android Box o dispositivi generici, giudicati più flessibili, e altri che difendono Fire TV per l’integrazione con servizi domestici e dispositivi per la casa connessa, mostrando come la percezione della situazione cambi molto a seconda delle esigenze.

In mezzo a tutto questo resta una domanda che aleggia tra righe e commenti: fino a che punto possiamo davvero controllare un dispositivo che crediamo di possedere?

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia