Black Hat e Code Blue rimuovono dal proprio sito l'hacker che compare negli Epstein Files

Febbraio 14, 2026 - 00:00
 0

Vincenzo Iozzo, imprenditore e ricercatore nel settore cybersecurity di cui si è parlato molto negli ultimi giorni perché il suo nome è comparso più volte negli Epstein Files, non risulta più nei comitati di revisione di Black Hat e Code Blue, due tra le principali conferenze internazionali sulla sicurezza informatica. Fino alla scorsa settimana Iozzo era presente su entrambi i siti; il suo rapporto con Black Hat, in particolare, è stato piuttosto longevo, visto che ha fatto parte della review board fin dal 2011.

Negli Epstein Files, l’enorme quantità di documenti pubblicati da parte del Dipartimento di Giustizia USA relativi all’inchiesta su Jeffrey Epstein, Iozzo compare in oltre 2.300 file. Risultano in particolare comunicazioni via email tra il 2014 e il 2018. Il fatto è che un informatore anonimo dell’FBI aveva anche rivelato che Epstein aveva un hacker di fiducia; l’informatore non ha mai detto il nome del soggetto, ma diciamo che Iozzo è un’associazione plausibile, visto il suo background e la sua fama nel giro.

Il vero problema è che, è importantissimo sottolineare, nulla di tutto ciò rappresenta una prova concreta, tantomeno schiacciante, di comportamenti negativi da parte di Iozzo. In effetti il ricercatore ha negato di aver mai assistito, o partecipato, a comportamenti inappropriati o illeciti di qualsiasi natura. I contatti con Epstein, dice, sono stati strettamente professionali e riguardavano delle ipotesi di investimento nella sua startup che peraltro non si sono mai concretizzate. Dice comunque, col senno di poi, di essere stato troppo leggero nel giudicare le accuse rivolte a Epstein all’epoca.


CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Redazione Eventi e News