TIM aumenta i prezzi della rete fissa: rincari fino a 5€ da aprile

Febbraio 16, 2026 - 23:30
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TIM aumenta i prezzi della rete fissa: rincari fino a 5€ da aprile

Un'altra rimodulazione è in arrivo sulla rete fissa TIM: dal 1° Aprile 2026 alcuni clienti pagheranno un canone mensile più alto rispetto a oggi. L'operatore ha già iniziato a inserire gli avvisi in fattura, così che chi è coinvolto possa capire cosa sta cambiando e come muoversi.

TIM giustifica questi aumenti con esigenze di sostenibilità economica legate agli investimenti e all'incremento del traffico dati, ma per molti utenti il risultato concreto sarà una spesa più pesante a fine mese. E, come spesso accade in questi casi, si apre anche la possibilità di recedere senza penali.

Secondo le nuove informative pubblicate nella sezione News e Modifiche contrattuali del sito TIM, dal 1° Aprile 2026 il costo mensile di alcune offerte di rete fissa aumenterà di un importo compreso tra 2 euro e 2,99 euro al mese, IVA inclusa. Per un altro gruppo di offerte, invece, la rimodulazione sarà più pesante, con un incremento di 5 euro al mese.

L'operatore parla di esigenze economiche legate alla sostenibilità degli investimenti e all'aumento del traffico dati, ma non entra nel dettaglio delle singole offerte coinvolte. Al momento, infatti, non risulta un elenco ufficiale pubblico dei piani interessati, quindi ogni cliente deve verificare la propria situazione caso per caso.

A complicare il quadro si aggiunge anche un rincaro sul servizio di fattura cartacea: per chi continua a riceverla in formato fisico, il costo mensile per l'invio della copia cartacea passerà da 4,95 euro a 5,99 euro, sempre IVA inclusa. Un ulteriore costo da mettere in conto per chi non è passato alla fatturazione digitale.

I clienti interessati da queste modifiche hanno ricevuto un messaggio dedicato nella fattura di Febbraio 2026 relativa alla linea fissa, dove TIM illustra i dettagli della modifica contrattuale proposta. In quel documento è possibile trovare l'indicazione precisa dell'aumento applicato alla singola offerta.

Per controllare con precisione le condizioni economiche attualmente in vigore, TIM rimanda alla sezione "Dettaglio dei Costi" della fattura, consultabile accedendo all'area riservata MyTIM (previa registrazione) oppure chiamando gratuitamente il Servizio Clienti 187. In questo modo è possibile confrontare i costi attuali con quelli che entreranno in vigore da aprile.

Un punto importante riguarda le promozioni già attive: TIM specifica che eventuali offerte promozionali in corso non subiranno variazioni. Quindi, laddove siano presenti sconti o agevolazioni, queste dovrebbero restare tali anche dopo l'entrata in vigore della rimodulazione.

Di fronte a una modifica unilaterale delle condizioni economiche, la normativa prevede il diritto di recesso senza costi aggiuntivi. TIM conferma che chi non intende accettare la nuova rimodulazione può recedere dal contratto o passare ad altro operatore senza penali né costi di disattivazione, a condizione di comunicarlo entro il 30 Aprile 2026.

Per esercitare questo diritto, TIM mette a disposizione diversi canali. È possibile chiamare il Servizio Clienti 187, utilizzare l’Area Clienti MyTIM (dopo registrazione), recarsi in un negozio TIM, oppure inviare una comunicazione tramite posta all’indirizzo “TIM – Servizio Clienti – Casella Postale 111 – 00054 Fiumicino (Roma)”. In alternativa, si può usare la PEC all’indirizzo “disattivazioni_clientiprivati@pec.telecomitalia.it”.

Nel caso di invio tramite posta o PEC, serve allegare una fotocopia del documento d’identità del titolare del contratto e indicare nell’oggetto della comunicazione la dicitura: “Modifica delle condizioni contrattuali”. Questa specifica permette di collegare chiaramente la richiesta al diritto di recesso per rimodulazione.

TIM sottolinea che questa comunicazione va inviata anche se si sceglie di passare ad altro operatore, sempre senza penali né costi di disattivazione. La procedura, quindi, non riguarda solo la cessazione pura e semplice della linea, ma anche la migrazione verso un nuovo fornitore.

Per chi ha un’offerta con vincolo temporale di permanenza (ad esempio perché ha beneficiato di condizioni promozionali), l’operatore chiarisce che gli importi previsti in caso di cessazione anticipata non verranno addebitati. Si tratta di un aspetto centrale, perché elimina il rischio di costi extra legati al mancato rispetto della durata minima contrattuale.

Le conseguenze del recesso non riguardano solo il canone, ma anche gli eventuali apparati collegati all'offerta, come modem o dispositivi in noleggio o comodato d'uso. In questi casi, il cliente deve restituire gli apparati a TIM secondo quanto previsto dalle condizioni economiche e contrattuali sottoscritte al momento dell'adesione.

Se sono in corso pagamenti rateali per l'acquisto di apparati o servizi (per esempio telefoni, modem, TV o il contributo di attivazione), è possibile scegliere se continuare a pagare le rate residue fino alla scadenza prevista dal contratto, oppure saldare in un'unica soluzione. Questa seconda opzione va specificata nella comunicazione di recesso o anche in un momento successivo, contattando il Servizio Clienti 187.

C'è poi un caso particolare: chi ha acquistato, insieme all'offerta oggetto di modifica, un modem con pagamento rateale ancora in corso può decidere di restituire l'apparato senza pagare le rate residue. La restituzione deve avvenire a cura e spese del cliente entro 30 giorni dall'esercizio del diritto di recesso, rispettando le modalità indicate da TIM.

Per qualsiasi dubbio su questa nuova modifica contrattuale, sulle modalità di esercizio del recesso o sulla gestione dei pagamenti rateali, TIM invita a chiamare gratuitamente il 187 oppure a recarsi in un negozio dell'operatore. L'assistenza ufficiale resta quindi il riferimento principale per chiarire i singoli casi.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia