Meloni l’Africana: una narrazione che fa acqua da tutte le parti

Febbraio 16, 2026 - 22:30
 0
Meloni l’Africana: una narrazione che fa acqua da tutte le parti

I telegiornali e i trombettieri del governo ci hanno raccontato di una trionfale partecipazione della nostra Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’African Uninon Summit che si è tenuto ad Addis Abeba dall’11 al 15 febbraio. Anche il discorso della nostra premier è stato presentato praticamente come quello centrale della 39esima sessione dell’Assemblea dell’Unione Africana, e certamente la Meloni si è sforzata di definirlo storico e di rilanciare un Piano Mattei che non sembra fin qui aver scaldato troppo i cuori e le tasche dei leader africani.

Ma, da quel che emerge da una lettura del sito ufficiale dell’Unione Africana, l’accoglienza della presidente del Consiglio al vertice africano è stata certamente cordiale, ma la sua partecipazione non appare certo memorabile e, al di là della photo opportunity di gruppo (in prima fila ma in posizione non certo centrale...), nei resoconti ufficiali dell’Africa High-Level Breakfast and Leadership Dialogue la Meloni non appare nemmeno tra i relatori citati per aver fatto gli interventi più importanti e viene citata per la presentazione, a latere del summit, di uno speciale francobollo commemorativo emesso da Poste Italiane che «Celebra i 25 anni dell'Unione Africana e simboleggia il rafforzamento del partenariato tra Italia e Africa, fondato su corresponsabilità, cooperazione e rispetto reciproco».

Inoltre, tutto il vertice africano ha tenuto a ribadire l’adesione al multilateralismo proprio mentre la premier italiana confermava la sua fedeltà all’ideologia sovranista MAGA di Donald Trump e ha preso posizione su de due temi moto scomodi per una ex potenza coloniale come l’Italia che nelle stesse ore annunciava il suo ingresso come osservatore nell’Iper-neocolonialista Board for Gaza.

Infatti, nelle conclusioni della 39esima sessione ordinaria dell'Assemblea dell'Unione Africana si legge: «Giustizia storica e solidarietà internazionale. L'Assemblea ha esaminato uno studio sulle implicazioni della descrizione della colonizzazione come crimine contro l'umanità e di alcuni atti commessi durante l'era della schiavitù, della deportazione e della colonizzazione come atti di genocidio contro i popoli africani. I leader hanno sottolineato l'importanza della giustizia storica, della verità, della memoria, della giustizia riparativa e della salvaguardia della dignità dei popoli africani. L'Assemblea ha inoltre esaminato il rapporto della Commissione sulla situazione in Palestina e ha ribadito la solidarietà dell'Unione Africana al popolo palestinese e il suo sostegno a una soluzione giusta, duratura e globale, in conformità con il diritto internazionale e le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite».
E anche il negazionismo climatico soft di Giorgia Meloni deve aver vacillato di fronte a molti discorsi allarmati dei leader africani che hanno approvato un appello all'azione per «Garantire una disponibilità sostenibile di acqua e sistemi igienico-sanitari sicuri per raggiungere gli obiettivi dell'Agenda 2063».

L'Africa Water Vision 2026 prevede «Un'Africa in cui vi sia una gestione equa e sostenibile delle risorse idriche per la riduzione della povertà, lo sviluppo socioeconomico, la cooperazione regionale e l'ambiente» ed è in linea con la visione dell'UA di «Un'Africa integrata, prospera e pacifica, guidata dai suoi cittadini e che rappresenta una forza dinamica nell'arena globale».

Ed è forse solo qui che ha davvero preso sostanza la presenza della Meloni al vertice africano, con il finanziamento di un progetto di recupero di un lago etiope. In Africa, 400 milioni di persone non hanno acqua per il loro sostentamento quotidiano e oltre 800 milioni non hanno servizi igienici di base. L'Unione Africana riconosce che «L'acqua è più di una semplice tematica settoriale: è un contributo fondamentale allo sviluppo economico e alla vita stessa. La sicurezza idrica è una questione strategica, di sviluppo, di pace e climatica. È fondamentale per la sicurezza alimentare, la salute, l'adattamento climatico e la prevenzione dei conflitti, ed è una priorità continentale condivisa che richiede cooperazione e investimenti regionali. La gestione sostenibile delle risorse idriche è essenziale per realizzare tutte le sette aspirazioni dell'Agenda 2063».

Il Segretario Esecutivo della Commissione Economica per l'Africa delle Nazioni Unite (UNECA) e Sottosegretario Generale dell’Onu, Claver Gatete, ha ricordato che «Acqua e servizi igienico-sanitari non sono semplici servizi sociali, ma infrastrutture economiche. In una prospettiva economica, l'accesso all'acqua diventa una misura della prontezza produttiva. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha sottolineato che le malattie legate all'acqua, come il colera, la diarrea e il tifo, causano circa 115 morti ogni ora in Africa, con significative implicazioni economiche che ostacolano la produzione competitiva, che a sua volta mantiene i Ppaesi esportatori di materie prime anziché produttori di valore. La scarsa qualità dell'acqua e dei servizi igienico-sanitari riduce la produttività del lavoro, aumenta la spesa sanitaria e scoraggia gli investimenti. D'altro canto, le decisioni di investimento dipendono dall'affidabilità dei servizi di base, tra cui l'accesso all'acqua. Senza sistemi idrici affidabili, le zone industriali non possono operare in modo competitivo, i centri logistici non possono espandersi in modo efficiente e le economie urbane non possono crescere in modo sostenibile».

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia