Cacciatori uccisi nei Nebrodi, le prime ammissioni dell’amico indagato: “Ero lì, ho partecipato alla sparatoria”

Febbraio 17, 2026 - 04:00
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Cacciatori uccisi nei Nebrodi, le prime ammissioni dell’amico indagato: “Ero lì, ho partecipato alla sparatoria”

Prima delle ammissioni parziali, poi la scelta del silenzio di fronte ai magistrati, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Sono le ultime novità riguardo l’inchiesta della Procura di Patti sulla morte dei tre cacciatori rinvenuti senza vita il 28 gennaio nelle campagne di Montagnareale, paese dei Nebrodi nel Messinese, dove erano usciti presumibilmente a caccia dei suini neri che sui Nebrodi settentrionali circolano allo stato selvatico.

“Quella mattina c’ero, ero lì e ho partecipato alla sparatoria” che sarebbe scaturita da “un iniziale incidente”, sarebbero state infatti le prime ammissioni di A.S., il 52enne bracciante agricolo fino ad oggi unico indagato della Procura nell’inchiesta sulle morti di Antonio Gatani, 82 anni, e dei fratelli Davis e Giuseppe Pino, di 26 e 44 anni.

Come riferito da Ansa e AdnKronos, l’uomo avrebbe spiegato che “intorno alle 6, o poco prima” del 28 gennaio, sarebbe andato dopo aver preso un caffè a prendere il cane da caccia del suo amico Gatani nella sua campagna di Montagnareale, ma di aver lasciato l’amico e di essere andato via “perché pioveva”.

In ogni caso l’ammissione non è utilizzabile sul piano processuale. Le dichiarazioni rese dal bracciante sono avvenute mentre era sentito come persona informata dei fatti e senza la presenza di un legale perché in quel momento non necessaria. Al momento della interruzione delle sommarie informazioni testimoniali e poi dell’iscrizione nel registro degli indagati per procedere con un legale, l’indagato ha deciso di non rispondere alle domande dei magistrati, il procuratore Angelo Cavallo e la sostituta Roberta Ampolo.

Nei prossimi giorni, l’uomo, indagato per omicidio e oggi difeso dagli avvocati Tommaso Calderone e Filippo Barbera, sarà nuovamente interrogato nuovamente in attesa del risultato di una serie di esami balistici in corso da parte dei Ris. “Speriamo che in quella sede – afferma il procuratore Cavallo che nelle prossime settimane lascerà l’incarico a Patti per andare a dirigere la Procura di Termini Imerese – l’indagato decida di rispondere alle nostre domande o ci dia una sua ricostruzione di quello che è accaduto”.

Proprio le parole pronunciate dall’indagato di fronte ai magistrati e rese note dall’agenzie AdnKronos e Ansa hanno provocato un caso. L’avvocato Tommaso Calderone, legale del bracciante indagato per omicidio nell’inchiesta della Procura di Patti, ha spiegato che “domani presenteremo denuncia per violazione del segreto istruttorio, con la richiesta di acquisizione dei tabulati di tutti i giornalisti che hanno riportato la notizia”.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia