Emergenze e terremoti, gli animali entrano nei piani ufficiali della Protezione Civile
Non saranno mai più dimenticati: il nuovo decreto della Protezione civile sugli animali durante le calamità naturali è un piano per proteggerli.

Chi penserà a loro e come potremo proteggerli in caso di terremoto? Finalmente è arrivata una risposta: lo scorso gennaio è stato emanato un decreto della Protezione civile sugli animali in caso di calamità naturali, come appunto terremoti, alluvioni etc. Insieme agli esseri umani, gli operatori dovranno occuparsi anche degli animali presenti sul territorio: è la prima volta che si affronta questo argomento fondamentale per la loro salvaguardia.
Decreto della Protezione civile sugli animali in caso di calamità: la svolta
Lo scorso 24 febbraio 2026 diventerà una data storica, poiché finalmente si è accesa una luce su una questione che angosciava da tempo gli animalisti e in generale tutti coloro che amano gli animali: chi si occupa degli animali nel corso delle calamità naturali? Si è sempre pensato a mettere in salvo solo gli esseri umani, ma per le creature presenti sul territorio non erano previste norme di comportamento.

Col nuovo decreto, pubblicato in Gazzetta il 21 gennaio scorso, sono state rese note le indicazioni operative in materia di soccorso e assistenza agli animali sia in caso di calamità naturali sia in caso di disastri causati dalla mano dell’uomo. Una grande svolta non solo per la salvaguardia delle altre specie viventi ma anche un faro sul loro benessere e sulla loro dignità di animali.
Prima di questo decreto, le operazioni erano tutte concentrate su esseri umani e infrastrutture, ma ora l’assistenza agli animali diventa parte integrante dei piani di Protezione civile, e non più ‘discrezionali’.
Decreto della Protezione civile sugli animali in caso di calamità: cosa prevede
Ma quali sono le principali attività introdotte dalle nuove norme? Di sicuro saranno stabili dei piani di intervento degli operatori della Protezione civile che prevedono:

- soccorso,
- assistenza,
- ricongiungimento degli animali.
Tutte le operazioni dovranno essere coordinate secondo procedure standardizzate che hanno lo scopo di salvaguardare gli animali domestici, d’allevamento, dei rifugi, e delle colonie feline. E’ inoltre prescritta la continuità delle cure veterinarie e assistenza veterinaria specifica (ad esempio lo sgombero di strutture potenzialmente a rischio di crollo), proprio per garantire loro un impatto quanto più possibile minore sugli animali sia in strada sia di compagnia sia da reddito.
Dal punto di vista logistico è previsto non solo un piano di intervento mirato ma anche una continuità sull’assistenza fornita: infatti si dovranno prevedere delle strutture che accolgano gli animali e le famiglie che ne hanno al seguito. Non dovrebbero più accadere spiacevoli eventi come quelli che costringevano i padroni ad allontanarsi forzatamente dai loro animali in caso di disastri naturali.
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Insomma finalmente pare accendersi una luce importante sulla dignità di questi esseri viventi e sulla garanzia del loro benessere in caso di difficoltà create dall’uomo o naturali.
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