Erosione e mareggiate, l’Italia difende le sue coste con scogliere artificiali

Febbraio 15, 2026 - 15:30
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Erosione e mareggiate, l’Italia difende le sue coste con scogliere artificiali

L’Italia oggi ha quasi un quinto della costa interessato dalla presenza di opere rigide di difesa: al 2020 si trattava di più di 1.500 km di costa, pari al 18%, con una crescita sui dati del 2000 del 27%, oltre 200 km di costa. La Calabria, più di altre Regioni, ha visto crescere la costa interessata da queste strutture del 66%. Dal 2020 ad oggi, seguendo lo stesso trend, si aggiungerebbero circa ulteriori 50 km circa.

I cambiamenti climatici hanno portato ad un aumento della frequenza e dell’intensità dei fenomeni meteorologici estremi, come cicloni mediterranei e mareggiate; l’innalzamento del livello del mare e le alterazioni dei regimi di vento e delle correnti amplificano l’energia delle onde, accelerando i processi di erosione costiera e aumentando la vulnerabilità delle coste già fragili. In questo contesto, episodi come il ciclone Harry, che si è recentemente abbattuto sulle coste di Sicilia, Calabria e Sardegna, non sono più eventi isolati, ma segnali di una tendenza strutturale che si aggiunge agli effetti di alcune attività umane e richiede strategie di adattamento e gestione costiera sempre più integrate e basate su evidenze scientifiche.

Eventi come questi hanno riportato l’attenzione sulle conoscenze e sugli strumenti che possono essere applicati per evitare il ripetersi di fenomeni come quelli accaduti nei giorni scorsi, a partire dalla mappatura dagli interventi già realizzati, soprattutto le opere di difesa “rigide”, come le scogliere, in ulteriore sviluppo nonostante le Linee Guida nazionali sottolineino come si tratti di soluzioni tali da limitare gli impatti in alcuni siti specifici, ma che allo stesso tempo limitano il ripascimento naturale su interi tratti costieri, bloccando il trasposto di sedimenti lungo la costa.

Negli scorsi decenni sono state istallate lungo la costa quasi 11.000 opere di difesa rigide, che interagiscono in modo diverso con le aree naturali circostanti. Ad esempio, in Liguria sono molto comuni le istallazioni di pennelli, cioè di scogliere perpendicolari alla costa capaci di intrappolare la dinamica sedimentaria. Lungo le regioni adriatiche il grosso delle spiagge è interessato dalla presenza di varie tipologie di scogliere staccate dalla linea di riva, capaci di limitare le onde e quindi l’effetto delle mareggiate. Spesso poi le opere rigide acquisiscono forme particolari per funzionamenti specifici, come il sistema di grandi pennelli “a T” lungo la costa tirrenica calabrese.

Conoscere e poter integrare negli studi futuri le opere rigide costruite ed i tratti di costa interessati da questi interventi, diventa oggi un elemento chiave per attuare strumenti più efficaci, come una pianificazione coordinata ed azioni locali, tipicamente i ripascimenti delle spiagge.

Ispra ha pubblicato e distribuito gratuitamente, sotto forma di un geoDB, i dati che identificano e caratterizzano i tratti di costa italiana interessati dalla presenza delle opere di difesa rigide installate sul nostro territorio, quei tratti che risentono dell’influenza di strutture come scogliere, pennelli, muraglioni in cemento o scogliere radenti alla costa. La pubblicazione di questo geoDB si affianca a quella dei geoDB ISPRA “Assetto Costiero”, che prendono in esame l’intero assetto nazionale, compresa la mappatura in alta risoluzione di tutte le opere di difesa costiera rigide presenti lungo il litorale italiano e che, seguendo la direttiva europea INSPIRE, sarà prossimamente aggiornato grazie ai risultati del PNRR-MER (Marine Ecosystem Restoration).

Il GeoDB rappresenta il riferimento italiano nell’ambito della definizione della linea di costa, offrendo un ulteriore elemento utile per il monitoraggio, la pianificazione e la progettazione costiera.

LINK AL GEODB: https://tinyurl.com/4nybzxpf

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia