Semplificazione, no grazie: il Wwf chiede al governo di schierarsi dalla parte di cittadini e natura

Mentre a Limburgo i leader europei discutono di competitività e semplificazione normativa insieme alle lobby industriali, il Wwf Italia esprime forte preoccupazione per una direzione politica che si sta di fatto traducendo in un indebolimento generalizzato delle tutele ambientali, sociali e sanitarie conquistate in decenni. Nel dibattito europeo, evidenzia l’associazione ambientalista l’Italia figura purtroppo tra i Paesi che spingono di più per misure di cosiddetta «semplificazione» e revisione delle norme ambientali. Per il Wwf Italia, la competitività europea si fonda su una transizione ecologica reale ed efficace: tutelare l’ambiente e accelerare la transizione non rappresenta un ostacolo, ma è la condizione indispensabile per garantire competitività, indipendenza e autonomia strategica dell’Europa, nonché la resilienza delle imprese e dei cittadini.
La tesi ribadita dal Panda, che già nei giorni scorsi ha rilanciato in Italia la petizione #handsoffnature («giù le mani dalla natura»), è che la competitività europea non si costruisce smantellando le regole che difendono cittadini e territori, ma investendo in innovazione, efficienza energetica e soluzioni basate sulla natura. Deregolamentare significa favorire chi è rimasto indietro sulla sostenibilità e penalizzare le imprese italiane che stanno già innovando.
Le preoccupazioni delle organizzazioni ambientaliste riflettono anche una crescente mobilitazione pubblica a livello europeo. In pochi giorni oltre 177.000 europei hanno già firmato quella petizione promossa da una coalizione di Ong tra cui Wwf, BirdLife Europe, ClientEarth ed European environmental bureau, chiedendo alle istituzioni europee di fermare l’indebolimento delle leggi ambientali e difendere i beni comuni.
Per il Panda, questo segnale dimostra che le priorità dei cittadini sono chiare: aria pulita, acqua sicura, sicurezza climatica e qualità della vita. Temi particolarmente urgenti per un Paese come l’Italia, sempre più esposto a eventi estremi, alluvioni e ondate di calore. Negli ultimi giorni, anche il ministro della Difesa ha riconosciuto come la crisi climatica rappresenti una sfida strategica per la sicurezza e la stabilità del Paese: un richiamo importante, al di là della nebulosità in cui si muovono su questo argomento i vari ministri del governo Meloni, che dovrebbe però tradursi in politiche più ambiziose e coerenti, non in un arretramento delle norme ambientali.
«Siamo felici del protagonismo italiano sulla scena europea – dichiarano i vertici del Wwf riferendosi all’attivismo della premier Meloni nel costruire un nuovo asse con il cancelliere tedesco Merz – ma vorremmo che questo protagonismo fosse orientato a tutelare la salute delle italiane e degli italiani, accelerando la transizione ecologica e sostenendo le filiere industriali pulite, non quelle fossili e delle armi. La vera competitività si gioca sulla leadership nel campo delle tecnologie pulite e sulla sicurezza climatica, non sulla riduzione degli standard ambientali». Il Panda conclude con questo appello: «Dobbiamo farci sentire ora! Il Wwf Italia invita cittadini e cittadine a continuare a sostenere la mobilitazione europea, firmando la petizione Hands Off Nature, per chiedere alle istituzioni Ue e al Governo italiano di difendere le leggi ambientali e garantire un futuro più sicuro e sostenibile».
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