Gli incentivi del decreto coesione sono ampliati anche ai liberi professionisti under 35

Febbraio 1, 2026 - 02:30
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Gli incentivi del decreto coesione sono ampliati anche ai liberi professionisti under 35

lentepubblica.it

I nuovi chiarimenti dell’INPS ampliano la platea dei beneficiari e riaprono i termini per le domande per gli incentivi previsti dal decreto coesione: ecco le indicazioni destinate ai liberi professionisti under 35. 


L’Incentivo previsto dal cosiddetto decreto Coesione si arricchisce di un’importante novità: anche i liberi professionisti rientrano ufficialmente tra i destinatari della misura. A chiarirlo è l’INPS, che ha fornito indicazioni puntuali dopo un confronto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sciogliendo definitivamente i dubbi interpretativi emersi nei mesi scorsi.

La misura, pensata per sostenere l’autoimprenditorialità giovanile nei settori strategici dell’innovazione e della transizione ecologica e digitale, prevede un contributo economico mensile pari a 500 euro. L’obiettivo è favorire l’avvio di nuove attività da parte di giovani disoccupati, offrendo un sostegno concreto nella fase iniziale del percorso professionale.

Chi può accedere all’incentivo

Secondo i chiarimenti ufficiali, possono accedere al beneficio tutti coloro che rispettano tre condizioni essenziali. In primo luogo, è necessario non aver compiuto 35 anni di età al momento dell’avvio dell’attività. In secondo luogo, occorre trovarsi in stato di disoccupazione, come definito dalla normativa vigente e verificato attraverso i sistemi informativi del Ministero del Lavoro, utilizzati dall’INPS per i controlli automatici.

Il terzo requisito riguarda l’avvio di un’attività economica in uno dei settori ritenuti strategici per lo sviluppo del Paese, in particolare quelli collegati alle nuove tecnologie, alla digitalizzazione e alla sostenibilità ambientale. L’attività deve essere stata avviata in un periodo ben preciso: tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.

Il nodo interpretativo: imprese e professionisti

In origine, l’incentivo era stato percepito come destinato prevalentemente alle imprese iscritte al Registro delle imprese. Tuttavia, l’assenza di un riferimento esplicito ai liberi professionisti aveva generato incertezza. Il recente intervento chiarificatore del Ministero del Lavoro ha messo fine a ogni ambiguità, stabilendo che anche le attività professionali autonome rientrano pienamente nella misura.

Il punto chiave riguarda l’individuazione del momento di nascita dell’attività. Per i liberi professionisti, questo momento coincide con la data di apertura della partita IVA, che assume lo stesso valore giuridico dell’iscrizione camerale prevista per le imprese tradizionali. Naturalmente, resta indispensabile che la partita IVA sia collegata a uno dei codici ATECO ammessi, già elencati nei provvedimenti attuativi.

I settori strategici al centro della misura

L’Incentivo del decreto Coesione si inserisce all’interno del Programma nazionale “Giovani, donne e lavoro 2021-2027”, uno degli strumenti con cui l’Italia punta a rafforzare l’occupazione giovanile e l’inclusione nel mercato del lavoro. La scelta di concentrare le risorse su comparti innovativi non è casuale: l’intento è accompagnare la trasformazione del sistema produttivo, sostenendo iniziative capaci di generare valore nel medio-lungo periodo.

Tra i settori ammessi figurano quelli legati alla digitalizzazione dei servizi, allo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate, all’economia verde e ai processi di transizione ecologica. Si tratta di ambiti considerati cruciali per la competitività futura del Paese e per la creazione di occupazione qualificata.

Come funziona il contributo economico

Il beneficio consiste in un contributo mensile di 500 euro, riconosciuto per supportare le spese iniziali legate all’avvio dell’attività. L’incentivo non è automatico, ma viene concesso previa presentazione di una domanda telematica e dopo la verifica dei requisiti dichiarati.

È importante sottolineare che il contributo non sostituisce altri strumenti di sostegno al reddito, ma rappresenta una misura aggiuntiva, pensata per accompagnare i giovani nei primi mesi di attività autonoma, quando i ricavi possono essere ancora incerti o discontinui.

Domande riaperte: le nuove scadenze

Alla luce dei chiarimenti forniti, l’INPS ha deciso di riaprire i termini per la presentazione delle domande, ma esclusivamente per i liberi professionisti che non avevano potuto partecipare in precedenza. La finestra temporale sarà attiva dal 31 gennaio al 2 marzo 2026.

La domanda deve essere presentata attraverso il servizio online disponibile nella sezione dedicata alle prestazioni non pensionistiche del sito istituzionale dell’INPS. Poiché i professionisti non sono iscritti al Registro delle imprese, è richiesto di dichiarare la data di apertura della partita IVA, che deve rientrare obbligatoriamente nell’intervallo temporale previsto dalla norma.

Controlli e verifiche

L’accesso all’incentivo è subordinato a una serie di controlli incrociati. In particolare, la verifica dello stato di disoccupazione avviene tramite i sistemi informativi messi a disposizione dal Ministero del Lavoro, garantendo uniformità e trasparenza nell’applicazione della misura. Eventuali dichiarazioni non conformi possono comportare la revoca del beneficio e il recupero delle somme percepite.

Un’opportunità da cogliere

L’estensione dell’Incentivo del decreto Coesione ai liberi professionisti rappresenta un segnale significativo di apertura verso forme di lavoro autonomo sempre più diffuse tra i giovani. In un contesto economico in continua evoluzione, la possibilità di contare su un sostegno economico stabile nei primi mesi di attività può fare la differenza tra un progetto che resta sulla carta e uno che riesce a decollare.

Per chi possiede i requisiti richiesti, la riapertura dei termini costituisce un’occasione da valutare attentamente, anche alla luce delle indicazioni operative già fornite dall’INPS con le precedenti circolari. Un tassello in più nella costruzione di politiche attive del lavoro orientate al futuro e all’innovazione.

Il testo del messaggio INPS

Qui il documento completo.

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