Il diario, i prof e i bulli, la scuola: sospesa per tre giorni la preside della scuola di Paolo Mendico, il sindacato attacca il ministero

Gen 23, 2026 - 17:00
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Il diario, i prof e i bulli, la scuola: sospesa per tre giorni la preside della scuola di Paolo Mendico, il sindacato attacca il ministero

Potrebbero esserci state delle delusioni a scuola che avrebbero ferito Paolo Mendico, una sofferenza espressa anche a parole sul diario personale del ragazzino. Dettagli che emergono lo stesso giorno in cui viene diffusa la notizia della sospensione per tre giorni della dirigente scolastica dell’Istituto Pacinotti di Fondi, la scuola del ragazzo di Santi Cosma che lo scorso settembre si è tolto la vita a 14 anni, proprio alla vigilia del primo giorno di scuola. Le indagini sono aperte per istigazione al suicidio. “Il processo sommario e la gogna mediatica – la critica del sindacato dei dirigenti scolastici Flc Cgil – che le anticipazioni fatte avere alla stampa hanno contribuito ad alimentare, esigono a tutti costi l’individuazione di un colpevole che il MIM vuole dimostrare di saper trovare”.

Il ragazzo avrebbe dovuto iniziare il secondo anno dell’Istituto tecnico. La notizia della morte emerse a inizio settembre. Sconvolse la scuola italiana, non soltanto Fondi. Secondo le ricostruzioni già quando frequentava la quinta elementare i genitori avevano presentato una denuncia ai Carabinieri per alcuni episodi di bullismo, quella volta era finita con un’archiviazione. L’adolescente sarebbe stato preso in giro, chiamato Nino D’Angelo o Paoletta per il caschetto di capelli biondi e lunghi. A informare il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara era stato il fratello della vittima con una lettera di denuncia.

A raccontare alcuni dettagli della vita privata del ragazzo è Il Messaggero. Secondo questi dettagli Mendico sarebbe stato ferito e deluso profondamente dalla sua esperienza scolastica. Lo stesso quotidiano racconta di pagine di diario scritte dal ragazzino in terza persona, non si capisce bene per quale ragione. Non è spiegato se per questioni narrative o per altro. I diari sono analizzati dalla psicologa grafologa forense Amarisa Aloia, incaricata dalla famiglia, che tramite gli scritti sta delineando un profilo del ragazzino e una sorta di “autopsia psicologica”. L’esperta si chiede anche se la decisione del ragazzo sia stata improvvisa e se scatenata da qualche motivo in particolare. “Si evince uno stato d’animo turbato – si legge – si vede un peggioramento repentino già alle scuole elementari”.

Quello della sospensione della preside viene intanto definito “un esito che dimostra quanto fosse fondato il nostro timore di una gestione sbagliata dell’intera vicenda da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito che ha preferito concentrare l’attenzione sulla ricerca a tutti i costi di un colpevole, per dimostrare di saperlo trovare e di saperlo punire, mentre sono ancora in corso indagini penali per accertare eventuali responsabilità”, il commento di Roberta Fanfarillo, responsabile nazionale dei dirigenti scolastici Flc Cgil, che ha reso nota la notizia. “Ne è prova lampante la decisione di avviare la contestazione ancor prima dell’inizio dell’indagine ispettiva, destinata evidentemente a trovare una qualche giustificazione a un giudizio di fatto già scritto in una vicenda che ha creato allarme sociale e un giudizio negativo sull’impegno della scuola nell’affrontare le fragilità e le criticità delle relazioni fra adolescenti”.

“Come Flc Cgil denunciamo, oltre alla violazione delle regole del procedimento, la totale mancanza di riscontro delle motivazioni della sanzione nella documentazione fornita dall’amministrazione, costituita esclusivamente dagli articoli di stampa pubblicati nell’immediatezza del drammatico evento, mentre è stato differito l’accesso alla relazione ispettiva, oggetto di discutibili anticipazioni a mezzo stampa, che l’interessata non ha ancora avuto modo di visionare e contestare”.

“Per il Ministero una verità che la magistratura non ha ancora accertato e su cui sta indagando, è già individuata e provata dagli articoli di stampa che costituiscono la sola base probatoria della contestazione degli addebiti. Di nessuna concreta responsabilità, di nessuna omissione viene data prova nel dispositivo della sanzione, che si limita a enunciare solo una serie di generiche affermazioni, confermando il carattere tutto politico di un’operazione che assume come causa certa del suicidio il bullismo che la scuola, anzi la dirigente, non sarebbe stata in grado di riconoscere e perseguire”.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia