Il PC Linux da taschino costa meno di 150€ ed è un sogno open source

Gen 29, 2026 - 23:30
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Il PC Linux da taschino costa meno di 150€ ed è un sogno open source

Nel panorama attuale dominato da ecosistemi chiusi, l'arrivo del Mecha Comet introduce un'idea che sembrava sparita dai radar: un dispositivo portatile davvero controllabile dall'utente. La proposta di Mecha Systems punta a riportare l'attenzione su hardware e software trasparenti, creando un piccolo PC basato su Linux che non impone barriere.

L'interesse che circonda il progetto nasce anche dal suo formato tascabile, una scelta che riporta alla mente i palmari di un tempo, ma con un'impronta decisamente più moderna, modulare e una piattaforma completamente open source.

Il cuore del dispositivo ruota attorno a due SoC NXP basati su architettura ARM, pensati per coprire esigenze differenti senza uscire dalla stessa filosofia progettuale. La versione base integra il i.MX 8M Plus, un chip orientato al risparmio energetico e ai costi contenuti.

La variante più completa adotta invece il i.MX 95, che introduce una GPU Mali, supporto ai video 4K e un’accelerazione AI aggiornata. Entrambe le configurazioni permettono fino a 8 GB di RAM, memoria eMMC integrata e la possibilità di espandere lo storage con MicroSD o, opzionalmente, un SSD NVMe.

La dotazione colloca il Comet più vicino ai piccoli PC Linux che ai gadget limitati del mondo mobile, un aspetto che emerge chiaramente nelle scelte progettuali orientate alla flessibilità.

Uno degli elementi più particolari del dispositivo è il pannello AMOLED da 3,92 pollici, con una risoluzione di 1080 × 1240 pixel e un formato fuori dagli schemi. Questa proporzione richiede un’interfaccia adatta, che Mecha Systems ha realizzato con Mechanix OS.

La distribuzione, basata su Fedora, include un launcher ottimizzato proprio per questo display. L’intero stack software, dalla shell grafica ai fork downstream di Linux e U-Boot, arriva completamente open source, lasciando margine totale a chi desidera intervenire sul sistema.

Il profilo del Comet è denso di porte e possibilità di espansione. Oltre alle porte USB-C, troviamo un’uscita mini HDMI 2.1, un jack audio da 3,5 mm e interfacce dedicate a moduli aggiuntivi. Il punto centrale è il connettore magnetico a 40 pin, pensato per agganciare accessori che cambiano completamente l’uso del dispositivo.

Tra i moduli previsti figurano un gamepad, una tastiera QWERTY, un GPIO breakout e altri accessori futuri. Basta avvicinarli per trasformare il Comet in console portatile, strumento di sviluppo o piccolo terminale industriale.

L’espandibilità continua anche all’interno grazie allo slot M.2, che permette l’installazione di moduli per la connettività cellulare o altri dispositivi su interfaccia PCIe.

Mecha Systems ha promesso almeno sette anni di aggiornamenti software ufficiali, mentre la disponibilità dei chip NXP si estende per oltre un decennio. Una durata che si discosta chiaramente dai cicli tipici degli smartphone, spesso limitati a tre o quattro anni.

La campagna Kickstarter (la trovate qui) ha superato rapidamente l'obiettivo di finanziamento, con ricompense a partire da circa 147 euro (159 dollari) per la configurazione base. L'unione tra prezzo contenuto e natura open source sembra aver attirato sia appassionati Linux sia chi cerca alternative ai sistemi proprietari dominanti.

Resta solo da capire se l'interesse iniziale riuscirà a trasformarsi in una comunità solida nel tempo, condizione spesso decisiva per la sopravvivenza di questi progetti hardware completamente aperti. In ogni caso, l'idea di rimettere in tasca un piccolo PC modulare conserva ancora un fascino difficile da ignorare.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia